Che belle, le Wind Series

Spettacolo in campo, interesse fuori: non è questo il baseball che vogliamo?

Sono il vero cronista itinerante, di quelli romantici che passano dalla loro “stanza disordinata nel Bronx” per lasciare i panni sporchi e prenderne di puliti, al fine di seguire la “propria missione”.
Ora, il fatto che io non viva nel Bronx può essere una giusta osservazione, ma non potete negare che la mia sia una missione. Me lo ha fatto persino notare un visitatore del forum, che giustamente sostiene “tu parli tanto di vita dura dei giocatori di Minor League, ma non è che la tua sia molto diversa”. Non lo è, infatti. Ma è questo il bello: fare quel che ci piace, anche se costa qualche sacrificio. E' lo stesso motivo per cui molti giocano, o allenano o fanno i dirigenti di baseball, giusto?

A proposito di dirigenti, eccovi un bel dialogo sentito con le mie orecchie.
Dirigente “Arbitro, ti ho visto male questa sera a casa base”.
Arbitro “Eh? Ma io ero in seconda”.
Voto al dirigente: 2.

A proposito del mio itinerare, invece, devo segnalare una notte un po' surreale, quella di venerdì scorso.
Dopo un viaggio interamente trascorso al telefono (codice della strada, perdonami…) e una tele cronaca, ho guidato fino all'albergo (niente di eroico, 20 chilometri). Mi è stata consegnata la stanza e sono salito, convinto che di lì a poco mi sarei potuto sdraiare a dormire. La chiave ha regolarmente aperto la porta ma…sorpresa: qualcuno stava dormendo nella 'mia' stanza.
Senza parole, sono tornato dal portiere di notte (che fosse il portiere, me lo ha chiarito lui: “Non sono il titolare, il titolare è appena andato, io sono solo il portiere, non so cosa possa essere successo” tutto agitato). A svelare l'arcano è bastato guardare il registro. La stanza non era una stanza, ma una suite (parola un po' grossa, ma che chiarisce il concetto) con 2 differenti stanze. “Evidentemente hanno pensato che eravate tutti colleghi”. Gran bel pensiero. Soprattutto quell'evidentemente.

Le “Wind Series” mi stanno dando certamente delle soddisfazioni. Ma anche ansia.
Credo di aver battuto ogni record di conversazione telefonica sul cellulare (se poi si scopre che faceva male, ormai è fatta….). Non farò propaganda alle nostre iniziative, che giudicherete voi quando questo scudetto sarà stato assegnato. Mi preme però dire la mia su quel che ho visto.
Il baseball italiano è di alto livello, quando è giocato bene. Ha però ancora troppi limiti difensivi. Non a caso, una squadra solida in difesa come il Rimini sta facendo la differenza, senza essere esplosiva in attacco.
Qualche domanda retorica: chi, delle quattro contendenti, ha l'interbase migliore? Il Rimini, con La Fera (solo 7 errori in regular season). Chi ha il catcher più solido? Il Rimini, con Illuminati. Chi ha l'esterno centro migliore? Il Rimini, con Carr. Chi corre meglio? Il Rimini, con Carr e Buccheri devastanti sulle basi, ma con La Fera, Pantaleoni, Chiarini e il sempreverde Gaiardo che si fanno a loro volta rispettare.
“Il baseball è un gioco semplice” dice qualcuno sul forum “si lancia la palla, si batte la palla, si prende la palla”. E io sono perfettamente d'accordo. Il difficile è giocarlo bene.

A proposito del forum, io lo trovo una grande ricchezza. Permette a tutti di esprimersi e a tutti di dialogare a distanza con l'istituzione. Uno strumento così prezioso non va però guastato da interventi che sono dettati solo da rancori personali. Oltretutto espressi in forma anonima. Lo dico perchè baseball.it ha un editore, che potrebbe anche decidere che il forum è scomodo e rischioso, con conseguenze facilmente immaginabili. Aiutatemi a far sopravvivere il forum, insomma.

Qualcuno mi ha chiesto di varare una guida ai migliori ristoranti che trovo lungo il mio percorso di cronista itinerante.
Sapete che non è una brutta idea?
Per motivi che sarebbe lungo spiegarvi, la guida si chiamerà “Panda” e ve ne posso fornire un'anticipazione: a Nettuno visitate il ristorante “La Piazzetta”, specialità pesce, piatti particolarissimi. Ad esempio, abbinamenti di funghi e tartufo al pesce. Eccellente, compreso il servizio di una signorina che poteva tranquillamente vincere il concorso per la nuova 'velina' di “Striscia la Notizia”.
Ai gastronomi, una richiesta: che vino ci avreste abbinato, al pesce al tartufo?

Informazioni su Riccardo Schiroli 1199 Articoli
Nato nel 1963, Riccardo Schiroli è giornalista professionista dal 2000. E' nato a Parma, dove tutt'ora vive, da un padre originario di Nettuno. Con questa premessa, non poteva che avvicinarsi alla professione che attraverso il baseball. Dal 1984 inizia a collaborare a Radio Emilia di Parma, poi passa alla neonata Onda Emilia. Cresce assieme alla radio, della quale diventa responsabile dei servizi sportivi 5 anni dopo e dei servizi giornalistici nel 1994. Collabora a Tuttobaseball, alla Gazzetta di Parma e a La Tribuna di Parma. Nel 1996 diventa redattore capo del TG di Teleducato e nel 2000 viene incaricato di fondare la televisione gemella a Piacenza. Durante la presentazione del campionato di baseball 2000 a Milano, incontra Alessandro Labanti e scopre le potenzialità del web. Inizia di lì a poco la travolgente avventura di Baseball.it. Inizia anche una collaborazione con la rivista Baseball America. Nell'autunno del 2001 conosce Riccardo Fraccari, futuro presidente della FIBS. Nel gennaio del 2002 è chiamato a far parte, assieme a Maurizio Caldarelli, dell'Ufficio Stampa FIBS. Inizia un'avventura che si concluderà nel 2016 e che lo porterà a ricoprire il ruolo di responsabile comunicazione FIBS e di presidente della Commissione Media della Confederazione Europea (CEB). Ha collaborato alle telecronache di baseball e softball di Rai Sport dal 2010 al 2016. Per la FIBS ha coordinato la pubblicazione di ‘Un Diamante Azzurro’, libro sulla storia del baseball e del softball in Italia, l’instant book sul Mondiale 2009, la pubblicazione sui 10 anni dell’Accademia di Tirrenia e la biografia di Bruno Beneck a 100 anni dalla nascita. Dopo essere stato consulente dal 2009 al 2013 della Federazione Internazionale Baseball (IBAF), dal giugno 2017 è parte del Dipartimento Media della Confederazione Mondiale Baseball Softball (WBSC). Per IBAF e WBSC ha curato le due edizioni (2011, 2018) di "The Game We Love", la storia del baseball e del softball internazionali.

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