Di Mola: “Per noi è un onore avervi qui”

Dalla Florida parla il presidente della Loggia dei Figli dell'Italia

Non sono così sicuro del fatto che assomigli ad un Italiano. A prima vista mi ricorda l’attore anglo indiano Ben Kingsley. John Di Mola però è, e soprattutto si sente, italiano. Comunque si vesta, non dimentica mai di indossare il distintivo con la bandiera italiana e quella stelle e strisce. Americano di nascita e residenza, insomma, ma orgoglioso della sua origine.

A Port St. Lucie John è il nostro ospite. La sua ‘Loggia’ (termine che per noi in Italia è inquietante, ma che qui suona più o meno come ‘club privato’) fa parte dell’associazione dei Figli dell’Italia e ha dato un aiuto importante alla Federazione per varare questa trasferta, occupandosi dei pasti degli azzurri e del trasporto dall’albergo al campo di allenamento.
Sono entrato in contatto con Sal Varriale a Febbraio. Di lui e della Federazione Italiana di baseball mi aveva parlato il presidente della Gran Loggia della Florida.
Così è nata l’idea di ospitare la nazionale italiana di baseball: Sì, per noi è una grande opportunità. Siamo molto felici di avere qui con noi una squadra nazionale italiana, che rappresenta il nostro paese d’origine.
Molti di voi non parlano l’Italiano. Come mai il legame è così forte? E’ difficile da spiegare. Noi siamo stati allevati da genitori che sono nati in Italia e che considerano quel paese la Patria. Noi siamo nati in America, qui viviamo, ma siamo molto orgogliosi della nostra origine.
E’ un impegno gravoso ospitare oltre 30 persone? Beh, certo c’è bisogno di lavorare. Io ho ottenuto il contributo di 10 persone. Con mia moglie siamo 12 volontari, per organizzare le cene.
A livello economico, chi contribuisce? Abbiamo fatto una serie di cene per raccogliere fondi. Ad una è intervenuto anche Bobby Valentine, l’allenatore dei Mets. Poi ci sono i contributi esterni. Diversi esercenti pubblici della Florida hanno dato un aiuto. Alla fine credo che nessuno dei volontari ci rimetterà, ma anche quando saremo felici lo stesso. Per noi entrare in contatto con questi ragazzi è un po’ vedere un sogno che si avvera.

La trasferta ha ottenuto parecchia pubblicità: Non posso negare che per la mia Loggia la visibilità che ci viene garantita attraverso la nazionale italiana di baseball è molto importante. Dobbiamo tutti ringraziare la Contea di Port St. Lucie, che ha investito parecchie energie per supportare l’iniziativa.
Si ripeterà questo periodo di preparazione della nostra nazionale in Florida? Credo proprio di sì. Almeno, la nostra volontà è questa. Considerando che abbiamo un intero anno per lavorarci, credo proprio che nel 2003 potremo risolvere anche i piccoli dettagli che eventualmente non hanno funzionato quest’anno.

Informazioni su Riccardo Schiroli 1195 Articoli
Nato nel 1963, Riccardo Schiroli è giornalista professionista dal 2000. E' nato a Parma, dove tutt'ora vive, da un padre originario di Nettuno. Con questa premessa, non poteva che avvicinarsi alla professione che attraverso il baseball. Dal 1984 inizia a collaborare a Radio Emilia di Parma, poi passa alla neonata Onda Emilia. Cresce assieme alla radio, della quale diventa responsabile dei servizi sportivi 5 anni dopo e dei servizi giornalistici nel 1994. Collabora a Tuttobaseball, alla Gazzetta di Parma e a La Tribuna di Parma. Nel 1996 diventa redattore capo del TG di Teleducato e nel 2000 viene incaricato di fondare la televisione gemella a Piacenza. Durante la presentazione del campionato di baseball 2000 a Milano, incontra Alessandro Labanti e scopre le potenzialità del web. Inizia di lì a poco la travolgente avventura di Baseball.it. Inizia anche una collaborazione con la rivista Baseball America. Nell'autunno del 2001 conosce Riccardo Fraccari, futuro presidente della FIBS. Nel gennaio del 2002 è chiamato a far parte, assieme a Maurizio Caldarelli, dell'Ufficio Stampa FIBS. Inizia un'avventura che si concluderà nel 2016 e che lo porterà a ricoprire il ruolo di responsabile comunicazione FIBS e di presidente della Commissione Media della Confederazione Europea (CEB). Ha collaborato alle telecronache di baseball e softball di Rai Sport dal 2010 al 2016. Per la FIBS ha coordinato la pubblicazione di ‘Un Diamante Azzurro’, libro sulla storia del baseball e del softball in Italia, l’instant book sul Mondiale 2009, la pubblicazione sui 10 anni dell’Accademia di Tirrenia e la biografia di Bruno Beneck a 100 anni dalla nascita. Dopo essere stato consulente dal 2009 al 2013 della Federazione Internazionale Baseball (IBAF), dal giugno 2017 è parte del Dipartimento Media della Confederazione Mondiale Baseball Softball (WBSC). Per IBAF e WBSC ha curato le due edizioni (2011, 2018) di "The Game We Love", la storia del baseball e del softball internazionali.

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