Coccolati dai paisa'

La comunita' italo americana fa a gara per avere gli azzurri come ospiti

Ho davanti a me un gruppo di ragazzotti con le divise dei Mets che fa 'batting practice'. Parlano quasi tutti in spagnolo e, a vederli da vicino, danno un'idea ben precisa di cosa significhi essere in forma fisicamente. Alla mia destra c'è la nazionale azzurra in allenamento. Non sfiguriamo assolutamente, come look. L'unico elemento alieno è John Di Mola, che ha preso il coraggio a 4 mani e ha chiesto se poteva venire in tuta e con il guantone per dare una mano. Sta facendo da aiuto a Sal Varriale che 'funga' alla pattuglia degli esterni. Alla mia sinistra c'è un altro gruppo di ragazzotti dell'organizzazione dei Mets. Dietro di me invece c'è uno scoiattolo infastidito dalla mia presenza.
Sono appollaiato su una torretta dalla quale si osserva per intero il centro sportivo di Port St. Lucie: una struttura incredibilmente efficiente. Ho contato 5 campi da baseball, compreso uno stadio principale che potrebbe contenere a occhio almeno 10.000 spettatori. Poi ci sono il 'mezzo campo' e un'altra struttura in parte in erba sintetica. Ho visto anche qualche tunnel per la lanciapalle e la palestra, che domani sicuramente frequenterò. Perchè non posso lasciarmi sfuggire l'occasione di utilizzare l'armadietto che mi è stato messo a disposizione nello spogliatoio dei Mets. Concedetemelo: mi sto divertendo come un bambino.

Ricordate il mio amico con i problemi sentimentali che mi mandava gli 'sms' a Taiwan? Beh, ha ricominciato. L'unica informazione certa che vi posso dare è che l'oggetto del suo desiderio non è cambiato. Ancora? Sì, ancora. Ma noi bravi ragazzi siamo così, un po' mono tematici ed estremamente romantici. Soprattutto, dovremmo avere la buona creanza di non farci attirare da una certa tipologia femminile, estremamente pericolosa. Ammesso che di tipologie femminili non pericolose ne esistano. Ma abbiamo una settimana di tempo per tornare sull'argomento.

Ieri sera la nazionale è stata invitata al ristorante di Frank Baldino, un italiano che risiede qui da più di 30 anni. Venne in vacanza nel 1963 (ehm…adesso che ci penso, sono quasi 40…minimizzavo, nel 1963 ci sono nato io…) e com'è, come non è, ha deciso di fermarsi.
Ad essere sinceri, il suo non è proprio un ristorante di gran lusso. E' una specie di tavola calda.
Come menu ci ha proposto il 'garlic bread' (una specie di bruschetta che gli americani abbinano a qualsiasi tipo di cucina), antipasto di salume e formaggio, con abbinato un peperone verde piccante estremamente traditore e, a scelta, lasagne o ziti al forno. Poi assaggio di pizza, dolce e caffè. Ho chiesto al dottor Schiavottiello se per caso non avevamo ecceduto con i carbo idrati e lui, serafico, mi ha risposto “Magari domani mattina io e te ci facciamo una camminata”.
Il problema a fare parte della comitiva dei giocatori è che mi danno da mangiare come ai giocatori. Con la piccola differenza che io non faccio allenamento e rischio di pregiudicare ulteriormente la mia linea, che di suo non è propriamente perfetta. Dovrò usare una serie di contro misure…eufemismo per dire che dovrò avere il coraggio di rifiutare qualcosa.
E' un piccolo dramma, in effetti. Alla mattina, buffet per colazione con uova, frutta, dolci, caffè. A pranzo qui fanno degli enormi panini con dentro di tutto, poi pasta e frutta. A cena gli italo americani locali devono essersi auto convinti che questi “poveri ragazzi” patiscono la fame e organizzano banchetti neanche uscissimo da una carestia.
Se qualche mamma mi legge, insomma, stia tranquilla che di fame i giovanotti non muoiono.
Mi è arrivata una e mail da una certa Sara, che chiede se può, tramite me, inviare messaggi ai “ragazzi”. A parte che siamo nel 2000 e l'America non è poi così lontana, ma cosa mi metto a fare, adesso, il postino telematico? Abbiate un po' di pietà, sono solo un giornalista!

Parlando della spedizione, il clima è ottimo. Non quello atmosferico, che comunque è quasi perfetto, quello che regna nella comitiva. Allegria e voglia di lavorare, perfetta armonia con lo staff tecnico. Insomma, la spedizione procede al meglio. Oltretutto, l'impressione è che queste iniziative finiranno con l'aumentare il 'gradimento' della nazionale tra i giocatori. E' ora di capire, secondo me, che la maglia azzurra è un obbiettivo per gli atleti e per questo le società devono incentivarli a dare il massimo per vestirla, nonchè per onorarla, dopo averla vestita.

Le squadre dei Mets hanno finito di lavorare e gli inservienti sono sui 2 campi per sistemarli in vista di una seduta pomeridiana. Niente da dire, l'organizzazione è perfettamente oliata.
Il nostro programma per la settimana intanto si sta definendo. Oltre al baseball (compresa una visita al 'Pro Player Stadium' di Miami, casa dei Marlins) si stanno definendo appuntamenti istituzionali e ludici.
E' possibile che la comitiva incontri il Console italiano a Miami, ad esempio. C'è poi in atto una discussione con la comunità italo americana, che ci vuole coinvolgere in una gita culuturale a Cape Canaveral. La comitiva, che in questo caso mi ha eletto a portavoce, ha rilanciato con la proposta di una giornata al mare. Sapete, io personalmente a Cape Canaveral son già stato…

Informazioni su Riccardo Schiroli 1195 Articoli
Nato nel 1963, Riccardo Schiroli è giornalista professionista dal 2000. E' nato a Parma, dove tutt'ora vive, da un padre originario di Nettuno. Con questa premessa, non poteva che avvicinarsi alla professione che attraverso il baseball. Dal 1984 inizia a collaborare a Radio Emilia di Parma, poi passa alla neonata Onda Emilia. Cresce assieme alla radio, della quale diventa responsabile dei servizi sportivi 5 anni dopo e dei servizi giornalistici nel 1994. Collabora a Tuttobaseball, alla Gazzetta di Parma e a La Tribuna di Parma. Nel 1996 diventa redattore capo del TG di Teleducato e nel 2000 viene incaricato di fondare la televisione gemella a Piacenza. Durante la presentazione del campionato di baseball 2000 a Milano, incontra Alessandro Labanti e scopre le potenzialità del web. Inizia di lì a poco la travolgente avventura di Baseball.it. Inizia anche una collaborazione con la rivista Baseball America. Nell'autunno del 2001 conosce Riccardo Fraccari, futuro presidente della FIBS. Nel gennaio del 2002 è chiamato a far parte, assieme a Maurizio Caldarelli, dell'Ufficio Stampa FIBS. Inizia un'avventura che si concluderà nel 2016 e che lo porterà a ricoprire il ruolo di responsabile comunicazione FIBS e di presidente della Commissione Media della Confederazione Europea (CEB). Ha collaborato alle telecronache di baseball e softball di Rai Sport dal 2010 al 2016. Per la FIBS ha coordinato la pubblicazione di ‘Un Diamante Azzurro’, libro sulla storia del baseball e del softball in Italia, l’instant book sul Mondiale 2009, la pubblicazione sui 10 anni dell’Accademia di Tirrenia e la biografia di Bruno Beneck a 100 anni dalla nascita. Dopo essere stato consulente dal 2009 al 2013 della Federazione Internazionale Baseball (IBAF), dal giugno 2017 è parte del Dipartimento Media della Confederazione Mondiale Baseball Softball (WBSC). Per IBAF e WBSC ha curato le due edizioni (2011, 2018) di "The Game We Love", la storia del baseball e del softball internazionali.

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