Francona: “E' stata piu' chiusa di quel che sembra”

Il manager americano concede all'Italia l'onore delle armi

Terry Francona stringe la mano a Jim Davenport prima di sedersi al tavolo delle conferenze: Diciamolo, e' stata una gara chiusa. Piu' di quello che dice il punteggio. Ci sono state 3 giocate chiave: la prima e' l'errore loro della terza ripresa. La seconda e' una chiamata di strike che devo dire e' stata a nostro favore al quinto con il nostro lanciatore in difficolta'. La terza e'la presa del nostro esterno destro a basi piene. Se fosse caduta quella palla, avremmo subito 3 punti.
Siete molto migliorati, dall'inizio del torneo…Non facciamo cose sensazionali. Semplicemente, evitiamo di dover fare 4 o 5 out per chiudere un inning, cosa che a questi livelli si paga sempre. Piu' giochiamo assieme, piu'miglioriamo.
Adesso sara' importante arrivare secondi, per evitare Cuba e Giappone nei quarti: No, guardate. Io penso solo alla partita di domani con la Francia, non a cose che tanto non posso controllare tipo il tempo che fara' o chi dovremo affrontare giovedi'.
Con che spirito siete andati in campo dopol'incidente aereo di New York? Noi siamo solo una squadra di baseball. Certo, siamo affranti e lo saremmo stati anche se l'incidente fosse accaduto nella Repubblica Dominicana o in Italia. Ma quella di questa sera era una partita di baseball, niente di piu'.

Orlando Hudson e'certamente uno dei migliori giocatori del torneo.La sua media battuta e le sue giocate difensive lo indicano: Onestamente, non so che media ho. Io non sono il tipo che va a leggere le sue statistiche appena finita la partita. A me interessa fare in campo le cose che servono per arrivare alla vittoria, assieme alla mia squadra.
Cosa pensi del livello del torneo? Che e'molto alto. Vedo parecchi giocatori che potrebbero ben figurare in America. Ad esempio, il lanciatore dell'Italia di questa sera.
Come mai quella giocata aggressiva sul 6-0 per voi? Io gioco sempre aggressivo…quale intendi?.
Il tentativo, riuscito, di guadagnare la seconda su una volata a sinistra: Avevamo un out, non volevo dare all'Italia l'opportunita' di chiudere con un doppio gioco e, allo stesso tempo, volevo portarmi in posizione punto.
Magari non ti spaventava il braccio degli esterni italiani…Non e' vero. L'esterno aveva un buon braccio, infatti per poco non mi elimina. No, nessuna mancanza di rispetto, solo il tentativo di aggiungere un punto ad una gara che non era finita.
Avevi semaforo verde? Hudson guarda Francona che corre in suo aiuto: Non avevamo intenzione di rubare, quello che Orlando ha fatto e' stata solo corsa aggressiva sulle basi.

Informazioni su Riccardo Schiroli 1195 Articoli
Nato nel 1963, Riccardo Schiroli è giornalista professionista dal 2000. E' nato a Parma, dove tutt'ora vive, da un padre originario di Nettuno. Con questa premessa, non poteva che avvicinarsi alla professione che attraverso il baseball. Dal 1984 inizia a collaborare a Radio Emilia di Parma, poi passa alla neonata Onda Emilia. Cresce assieme alla radio, della quale diventa responsabile dei servizi sportivi 5 anni dopo e dei servizi giornalistici nel 1994. Collabora a Tuttobaseball, alla Gazzetta di Parma e a La Tribuna di Parma. Nel 1996 diventa redattore capo del TG di Teleducato e nel 2000 viene incaricato di fondare la televisione gemella a Piacenza. Durante la presentazione del campionato di baseball 2000 a Milano, incontra Alessandro Labanti e scopre le potenzialità del web. Inizia di lì a poco la travolgente avventura di Baseball.it. Inizia anche una collaborazione con la rivista Baseball America. Nell'autunno del 2001 conosce Riccardo Fraccari, futuro presidente della FIBS. Nel gennaio del 2002 è chiamato a far parte, assieme a Maurizio Caldarelli, dell'Ufficio Stampa FIBS. Inizia un'avventura che si concluderà nel 2016 e che lo porterà a ricoprire il ruolo di responsabile comunicazione FIBS e di presidente della Commissione Media della Confederazione Europea (CEB). Ha collaborato alle telecronache di baseball e softball di Rai Sport dal 2010 al 2016. Per la FIBS ha coordinato la pubblicazione di ‘Un Diamante Azzurro’, libro sulla storia del baseball e del softball in Italia, l’instant book sul Mondiale 2009, la pubblicazione sui 10 anni dell’Accademia di Tirrenia e la biografia di Bruno Beneck a 100 anni dalla nascita. Dopo essere stato consulente dal 2009 al 2013 della Federazione Internazionale Baseball (IBAF), dal giugno 2017 è parte del Dipartimento Media della Confederazione Mondiale Baseball Softball (WBSC). Per IBAF e WBSC ha curato le due edizioni (2011, 2018) di "The Game We Love", la storia del baseball e del softball internazionali.

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