Yankees: un capolavoro

Sotto di 2 punti al nono, ribaltano gara 4 delle World Series con 2 fuoricampo e vincono ai supplementari 4-3. La serie è in parità

Con una impressionante rimonta a suon di fuoricampo i New York Yankees battono 4-3 in 10 riprese gli Arizona Diamondbacks e pareggiano il conto nelle World Series. Inutile dirlo, è stata l'ennesima partita memorabile.

I Diamondbacks confermano la discutibile scelta di far partire Curt Schilling, che ha avuto solo 3 giorni di riposo.
Ci sono diverse ragioni per questa scelta ha spiegato nel pre partita il manager di Arizona Bob Brenly Non ultimo il fatto che Schilling abbia effettuato pochi lanci in gara 1.
New York oppone 'El Duque' Hernandez e lascia in panchina Knoblauch, schierando Spencer a sinistra e il capitano O'Neill a destra nella linea degli esterni.
I Dbacks partono con una valida di Womack e lo portano in seconda con il sacrificio di Counsell. Con 2 basi per ball 'El Duque' riempie le basi. Matt Williams arriva sul conto pieno e poi gira a vuoto una palla veloce in mezzo, che viaggiava ad appena 88 miglia all'ora. Finley non fa molto meglio, visto che spara una volata altissima in diamante. 'El Duque' ha comunque effettuato 27 lanci in un inning.
Orlando soffre ancora al terzo, quando concede 2 basi per ball consecutive, ma non subisce punti.
Sblocca invece a sorpresa la situazione al cambio campo New York, quando Spencer manda dietro l'esterno destro una veloce esterna di Schilling. E' la prima valida della serata degli Yankees.
Al quarto 'El Duque' sbaglia e, sul conto di 3 ball e 1 strike, Grace punisce il suo 'melone' con un terrificante fuoricampo a destra. In segno di sprezzo, i tifosi degli Yankees ributtano la pallina in campo. La gara comunque è in parità.
Al quinto Womack apre la ripresa con un doppio a destra, battendo in tuffo di centimetri il tiro di O'Neill. Counsell lo fa avanzare in terza con un sacrificio, che obbliga fra l'altro Tino Martinez a giocare la palla da terra, pur di ottenere in out. Sulla successiva volata corta a sinistra di Luis Gonzalez Womack tenta il tutto per tutto. Spencer però mette ancora una volta la sua firma con un tiro perfetto a casa. Womack è out e Orlando Hernandez glielo urla in faccia.
Dall'altra parte Schilling, nonostante i soli 3 giorni di riposo, fa paura. Dopo il fuoricampo di Spencer infila 9 out in fila.
In apertura del sesto però concede un doppio poderoso a Scott Brosius, che manda la palla ad infrangersi contro la recinzione, a 130 metri da casa base nella 'prateria' dello “Yankee Stadium”. Il giovane Soriano tenta un incomprensibile 'bunt' con 2 strike ed è il primo fuori. Sotto le telecamere, si “becca” il predicozzo del manager Torre e del compagno Bernie Williams. L'altoparlante scalda il pubblico di New York con un vecchio successo degli Who. Non basta per O'Neill, che va solo vicino alla valida interna.
Orlando non va oltre l'inizio del settimo. Il cubano concede una base e un colpito e Torre decide di andare al 'bull pen'. In pedana sale Mike Stanton. Hernandez esce dopo una prova comunque più che positiva: 5 strike out, 4 basi e solo 4 valide concesse. Il nuovo entrato ottiene subito da Womack la battuta in doppio gioco che chiude la ripresa.
Al cambio campo gli Yankees mettono pressione. Bernie Williams batte valido e Schilling passa in prima Tino Martinez, concedendo a New York la prima base della sera. Senza out, fa discutere Joe Torre lasciando a Posada la libertà di girare la mazza. Il ricevitore degli Yankees va rapidamente sotto di 2 strike e poi batte in doppio gioco. Per lo meno, Williams arriva in terza. Con un missile a 99 miglia orarie Schilling lascia di sale Justice e chiude l'inning.
All'ottavo i DBacks si portano in vantaggio. Luis Gonzalez batte un singolo e il 'designato' Erubiel Durazo lo segue con un lunghissimo doppio che, aiutato da un tiro non proprio impeccabile di Soriano al taglio, vale il punto. La partita di Stanton finisce qui e in pedana per New York sale Ramiro Mendoza. Arizona risponde sostituendo Durazo con Cummings, che segna sulla battuta in diamante di Matt Williams, anche a causa di una non impeccabile difesa del piatto di casa base da parte di Posada.
Il vantaggio di 2 punti invita Arizona a sostituire Schilling con il 'closer' Byung-Hyun-Kim. Il 22enne coreano arriva sul conto pieno con Spencer e lo gela con un lancio lento interno. Con Brosius è la stessa storia. Il suo lancio 'sottomarino' fa un po' fatica a trovare l'area, ma sul conto pieno arriva l'eliminazione al piatto. Neanche da dire, la vicenda si ripete con Soriano.
Al nono, con 1 out, O'Neill batte valido a sinistra. Con una maligna palla ad effetto Kim fa fuori anche Bernie Williams e, quando i tifosi di New York stanno ammainando le bandiere, accade l'impensabile. Tino Martinez sceglie infatti il momento migliore per battere la sua prima valida delle World Series e parcheggia una palla rimasta alta a Kim dove Steve Finley non può arrivare. Si ricomincia.
Kim accusa il colpo e passa in base Posada. Il manager dei DBacks Brenly va a parlare al suo 'closer' e poi gli lascia il compito di affrontare Justice. Piove sul bagnato: su una rimbalzante apparentemente innocua, Counsell scivola e gli Yankees portano in seconda il punto della vittoria. Mettendo al piatto Spencer, Kim tiene però i DBacks in partita.
Al decimo New York si affida al solito Rivera, che tiene a zero i DBacks senza troppi problemi.
Arizona conferma Kim, che passa un brutto minuto quando Brosius lo colpisce duro e la palla finisce di un nulla in foul.
Con 2 out, il giovane asiatico deve addirittura disperarsi. Una sua palla esterna viene trasformata nel fuoricampo che vale la partita dal redivivo Derek Jeter. E' impressionante il ruggito del pubblico, che accompagna la battuta non appena la palla lascia la mazza.
Gli altoparlanti diffondono “New York, New York”, una tifosa espone lo striscione “Yankees are back”. Mai dare per morti i “Bronx Bombers”.
Raggiunto il 2-2, gli Yankees provano a portarsi in vantaggio nella serie giovedì notte con Mussina contro Miguel Batista.

DIAMONDBACKS 0 0 0 1 0 0 0 2 0 0 = 3
YANKEES 0 0 1 0 0 0 0 0 2 1 = 4

note: E' stata necessaria la disputa di una ripresa supplementare.
battute valide Yankees 7, Diamondbacks 6; errori Yankees 0, Diamondbacks 0.
Fuoricampo: Spencer (3°, 1p.), Grace (4°, 1p.), T. Martinez (9°, 2p.), Jeter (10°, 1p.)
Lanciatore vincente Rivera, lanciatore perdente Byung-Hyun-Kim.
Arbitri: HP Ed Rapuano, 1B Mark Hirschbeck, 2B Dana Demuth, 3B Steve Rippley, ES Dale Scott, ED Jim Joyce
Spettatori: 57.346 (tutto esaurito)

Informazioni su Riccardo Schiroli 1196 Articoli
Nato nel 1963, Riccardo Schiroli è giornalista professionista dal 2000. E' nato a Parma, dove tutt'ora vive, da un padre originario di Nettuno. Con questa premessa, non poteva che avvicinarsi alla professione che attraverso il baseball. Dal 1984 inizia a collaborare a Radio Emilia di Parma, poi passa alla neonata Onda Emilia. Cresce assieme alla radio, della quale diventa responsabile dei servizi sportivi 5 anni dopo e dei servizi giornalistici nel 1994. Collabora a Tuttobaseball, alla Gazzetta di Parma e a La Tribuna di Parma. Nel 1996 diventa redattore capo del TG di Teleducato e nel 2000 viene incaricato di fondare la televisione gemella a Piacenza. Durante la presentazione del campionato di baseball 2000 a Milano, incontra Alessandro Labanti e scopre le potenzialità del web. Inizia di lì a poco la travolgente avventura di Baseball.it. Inizia anche una collaborazione con la rivista Baseball America. Nell'autunno del 2001 conosce Riccardo Fraccari, futuro presidente della FIBS. Nel gennaio del 2002 è chiamato a far parte, assieme a Maurizio Caldarelli, dell'Ufficio Stampa FIBS. Inizia un'avventura che si concluderà nel 2016 e che lo porterà a ricoprire il ruolo di responsabile comunicazione FIBS e di presidente della Commissione Media della Confederazione Europea (CEB). Ha collaborato alle telecronache di baseball e softball di Rai Sport dal 2010 al 2016. Per la FIBS ha coordinato la pubblicazione di ‘Un Diamante Azzurro’, libro sulla storia del baseball e del softball in Italia, l’instant book sul Mondiale 2009, la pubblicazione sui 10 anni dell’Accademia di Tirrenia e la biografia di Bruno Beneck a 100 anni dalla nascita. Dopo essere stato consulente dal 2009 al 2013 della Federazione Internazionale Baseball (IBAF), dal giugno 2017 è parte del Dipartimento Media della Confederazione Mondiale Baseball Softball (WBSC). Per IBAF e WBSC ha curato le due edizioni (2011, 2018) di "The Game We Love", la storia del baseball e del softball internazionali.

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