Storico bronzo per la Corea

A Sydney il derby asiatico va alla squadra meno fortunata dell’Olimpiade

Aveva perso alcuni dei suoi migliori giocatori per infortunio e aveva lasciato la semifinale agli Stati Uniti a causa di un fuoricampo alla nona ripresa di una gara che, causa pioggia, è durata quasi sei ore. La Corea poteva crollare contro il Giappone nella finale per il terzo posto, avrebbe avuto tutte le giustificazioni del caso. Invece ha vinto e ha portato a casa una medaglia che, per come si erano messe le cose, rappresenta un vero successo. Le due squadre asiatiche si sono presentate con i migliori lanciatori sul monte: Matsuzaka per il Giappone e Koo Dai Sung per la Corea. E in effetti i primi sette inning sono stati avari di emozioni, con Koo capace di eliminare al piatto 11 avversari e Matsuzaka che si fermava a 10. La partita è stata decisa alla fine dell’ottava ripresa. L’interbase della Corea Park Jin Man ha battuto una valida interna. Jung Soo Keun ha messo per terra un perfetto bunt di sacrificio con il conto di 2 strike e lo ha portato in seconda. Ci si è messa poi la difesa giapponese: il seconda base Heima ha sbagliato il tiro in prima e così la Corea si è ritrovata i corridori agli angoli con un out e il prima base Lee Seung Yeop, appena rientrato da un infortunio, nel box. Lee è ritenuto il “Mc Gwire della Sud Corea”, evidentemente non a torto, perchè ha spedito la palla dietro l’esterno centro per un doppio e ha poi segnato lui stesso sul singolo di Kim Dong Joo. Improvvisamente la gara era sul 3-0. Il Giappone ha provato a rispondere con un doppio di Matsunaka e un singolo di Tanaka, segnando un punto. Il lanciatore coreano Koo è però riuscito a chiudere facendo battere per terra gli ultimi due avversari. Per il Giappone questa è la prima Olimpiade che si chiude senza medaglie.

Informazioni su Riccardo Schiroli 1195 Articoli
Nato nel 1963, Riccardo Schiroli è giornalista professionista dal 2000. E' nato a Parma, dove tutt'ora vive, da un padre originario di Nettuno. Con questa premessa, non poteva che avvicinarsi alla professione che attraverso il baseball. Dal 1984 inizia a collaborare a Radio Emilia di Parma, poi passa alla neonata Onda Emilia. Cresce assieme alla radio, della quale diventa responsabile dei servizi sportivi 5 anni dopo e dei servizi giornalistici nel 1994. Collabora a Tuttobaseball, alla Gazzetta di Parma e a La Tribuna di Parma. Nel 1996 diventa redattore capo del TG di Teleducato e nel 2000 viene incaricato di fondare la televisione gemella a Piacenza. Durante la presentazione del campionato di baseball 2000 a Milano, incontra Alessandro Labanti e scopre le potenzialità del web. Inizia di lì a poco la travolgente avventura di Baseball.it. Inizia anche una collaborazione con la rivista Baseball America. Nell'autunno del 2001 conosce Riccardo Fraccari, futuro presidente della FIBS. Nel gennaio del 2002 è chiamato a far parte, assieme a Maurizio Caldarelli, dell'Ufficio Stampa FIBS. Inizia un'avventura che si concluderà nel 2016 e che lo porterà a ricoprire il ruolo di responsabile comunicazione FIBS e di presidente della Commissione Media della Confederazione Europea (CEB). Ha collaborato alle telecronache di baseball e softball di Rai Sport dal 2010 al 2016. Per la FIBS ha coordinato la pubblicazione di ‘Un Diamante Azzurro’, libro sulla storia del baseball e del softball in Italia, l’instant book sul Mondiale 2009, la pubblicazione sui 10 anni dell’Accademia di Tirrenia e la biografia di Bruno Beneck a 100 anni dalla nascita. Dopo essere stato consulente dal 2009 al 2013 della Federazione Internazionale Baseball (IBAF), dal giugno 2017 è parte del Dipartimento Media della Confederazione Mondiale Baseball Softball (WBSC). Per IBAF e WBSC ha curato le due edizioni (2011, 2018) di "The Game We Love", la storia del baseball e del softball internazionali.

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