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Un grande Bocchi guida Texas alle College World Series

di Andrea Palmia
Ai Super Regional tante emozioni e partite decise solo agli extrainning con diverse conferme (Florida e Oregon State in primis). Eppoi la grande prova del nostro Bocchi nella vittoria che porta Texas alle College World Series
Matteo Bocchi
Matteo Bocchi
© Hookem.com (Nick Wagner / American-Statesman)

I Super Regional hanno riservato, come non mai, colpi di scena ed emozioni ben oltre i 9 inning regolamentari con tante partite concluse da walk-off homerun decisivi. Per noi italiani, però, c'è stata la grandissima soddisfazione di vedere Matteo Bocchi partire nel match decisivo della sua Texas contro il potente attacco di Tennessee Tech, il migliore di tutta la Ncaa in questo 2018. Il giovane parmense, prodotto del vivaio del Crocetta, autore di una buona prima stagione in NCAA Division I ha lanciato alla perfezione per 5 inning con 3 strikeout, 4 valide. 1 base concessa e 1 punto guadagnato ottenendo la vittoria per 5-2, ben spalleggiato dal bullpen. Il tutto sul diamante di casa nel match più importante della stagione 2018 per Texas che apre ai Longhorns le porte delle College World Series di Omaha per la 36esima volta nella storia ma la prima sotto la guida del coach David Pierce che ha dedicato il successo al leggendario allenatore Augie Garrido scomparso lo scorso anno. Da non dimenticare l'apporto per Texas del talentuoso seconda base Kody Clemens, figlio del fenomenale Roger "The Rocket", capace di colpire un fuoricampo in tutte e 3 le sfide del Super Regional contro Tennessee Tech.
Molte conferme negli altri Super Regional con successi annunciati per le favorite Oregon State e North Carolina che si sono sbarazzate in sole 2 partite rispettivamente di due sorprese del Torneo NCAA come Stetson e Minnesota. Florida ha invece dovuto sudarsi la qualificazione fino all'ultimo turno nel box avendo la meglio sulla coriacea Auburn solo all'11 inning di gara-3 grazie ad un rocambolesco fuoricampo dell'esterno Austin Langworthy (la pallina ha toccato il guanto dell'esterno destro di Auburn Cody Greenhill prima di scavalcare la recinzione). I Gators approdano per il quarto anno in fila alle College World Series e continuano a sognare di bissare il titolo dello scorso anno.
Successi attesi ma molto combattuti anche per altre due protagoniste di tutta la stagione 2018 come Texas Tech ed Arkansas con la prima che ha superato Duke solo alla "bella", grazie alla potenza del lineup con il terzetto composto da Gabe Holt, Brian Klein e Josh Jung che ha totalizzato un ottimo 8 su 14 nel box con 2 fuoricampo.
Senza storia già dai primi inning gara-3 fra Arkansas e South Carolina che vede il successo netto dei primi per 14-4 dopo aver sofferto molto contro i Gamecocks nelle prime due sfide. In evidenza, l'attacco guidato dal seconda base Carson Shaddy e dal designato Luke Bonfield.
E poi Mississippi State e Washington le due vere, grandi sorprese di questi Super Regional. Mississippi State dopo una stagione a dir poco travagliata si è dimostrata un gran gruppo al momento giusto, capace di aggiudicarsi due serie in trasferta prima nei Regional (contro Florida State ed Oklahoma) e poi nei Super Regional (superando la favorita Vanderbilt) grazie anche a ben due walkoff homerun agli extra inning dell'esterno Elijah MacNamee. I Bulldogs tornano così alle College World Series dopo 5 anni per la grande soddisfazione dell'interim coach Gary Henderson subentrato a poche ore dall'inizio della stagione 2018 al collega dimissionario Andy Cannizaro.
A chiudere questa veloce carrellata sui Super Regional, parliamo di Washington che superata California State Fullerton in trasferta in gara-3 approda per la prima volta nella sua storia alle College World Series .Gli Huskies hanno reagito alla grande dopo aver perso di misura gara-1 trascinati oltre che dall'esordiente Kaiser Weiss, autore della volata di sacrificio decisiva per il punto del 6-5 al 10 inning, da due giocatori di chiare origini italiane come l'esterno sinistro Mason Cerrillo e l'interbase A.J. Graffanino, anche lui figlio d'arte visto che il papà Tony ha giocato per 13 anni in Major League.

 

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