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Baseball italiano? Sempre peggio…

di Ruggero Bagialemani
Occorre riformare la serie A prediligendo più partite, anche in settimana, la territorialità a più gironi e togliendo vincoli su campi, illuminazione e spese superflue per le società. Salvaguardando gli atleti italiani
L'andamento dei titoli in borsa durante le contrattazioni
L'andamento dei titoli in borsa durante le contrattazioni
© Techcentral

Sono più di 10 anni che predico la riforma dei campionati, ma le mie parole e le mie preghiere sono cadute nel vuoto. E' iniziato il campionato (sarebbe più giusto chiamarlo torneo, 28 partite) da due settimane e gia rischiamo di restare zoppi. Aldilà o meno della rinuncia del Nettuno City è comunque una grande sconfitta vedere un campionato nazionale a 8 squadre con 2 squadre di Nettuno (cittadina del litorale laziale con circa 50.000 abitanti) senza però chi effettivamente ha vinto le serie inferiori e ha rinunciato o non ha (giustamente) voluto partecipare a questo torneo, aggiungo io, per pochi eletti. Parliamoci chiaro: ci sono 4-5 squadre che possono permettersi di fare acquisti di livello e lottare per lo scudetto, le altre giocano per farli divertire.
Siamo entrati da parecchio in un vicolo cieco, imboccando una strada senza ritorno, con un campionato monco a 2 partite permettendo a squadre vicine di giocare il venerdì da una parte e il sabato dall'altra e, invece, ad altre squadre di giocare in trasferta venerdì sera e sabato sera facendo spendere cifre importanti per 35 persone, pernottando due notti in hotel. Quando, per esempio, la seconda partita potrebbe essere giocata il pomeriggio cosi da ridurre i costi dell'hotel ad un solo giorno. Comunque andiamo avanti...
Non si prende consapevolezza che non gira più un euro nel mondo del baseball (a parte le sopracitate "grandi"). Immaginate quindi un campionato dove solo 5-6 squadre possono permettersi di iscriversi e la Federazione, invece di andare incontro alle società più "deboli" e che si sacrificano per il bene di questo sport e dei nostri giovani (che in passato ci hanno coperti di gloria), fa un campionato per le "grandi" poi quello che succede succede. Non importa che diminuiscono atleti, società, e si cala sempre più. Per gli atleti italiani c'è lo svincolo quindi non sono liberi, per i comunitari non c'è una legge che regola i loro movimenti. Se un club offre di più della società che lo aveva scoperto l'anno precedente lo perde senza neanche un riconoscimento. Per gli stranieri è stato sempre cosi.
E allora, dico, visto che non girano soldi, che gli atleti diminuiscono di anno in anno, considerato che sui quotidiani nazionali siamo dietro anche alle bocce o non esistiamo, facciamo un bagno di umiltà riconoscendo i nostri errori e ricominciamo daccapo. Prendiamo in considerazione un campionato con più partite prediligendo la territorialità a più gironi e togliendo vincoli su campi e illuminazione (ho 40 anni di baseball tra giovanili, Serie A e come allenatore, non ho quasi mai giocato con i materassini e non si è fatto mai male nessuno per questioni non tecniche), spese superflue a carico delle società comprese le partite in notturna (molte realtà hanno problemi con le amministrazioni locali e si indebitano, quindi occorre giocare anche di giorno). Bisogna, a mio avviso, riformare il campionato, contare le società e farle giocare 3 giorni in mezzo alla settimana per distanze sotto i 100 km e tenersi il doppio incontro per il fine settimana anche in un solo giorno. Salvaguardando, chiaramente, gli atleti italiani. Ai play-off arriveranno nei primi anni sempre le solite per poi successivamente campionati di livello sempre più competitivo. Il risultato non sarà immediato ma sono sicuro che nel giro di 5-6 anni il livello tornerà buono e progressivamente si migliorerà per arrivare ad un grande campionato dove i costi per le società saranno minimi e dove possiamo dare la possibilità a tutti di partecipare per un traguardo e non sempre tornei scontati.
E' una mia personalissima idea. Non dico che sia per forza giusta ma se non cambiamo siamo già spariti da tutto e finiremo per morire. Spero con il buon senso di tutti: è difficile perché nessuno pensa al bene di questo sport ma soltanto alla propria squadra e all'oggi. Occorre tenere però conto che non può esserci un futuro senza un cambiamento radicale che faccia giocare di più e salvaguardi gli atleti italiani.
La speranza è di poter vedere un campionato con 4-5 gironi, ciascun girone a 6-8 squadre, più i play off. E con l'augurio che tornino anche i tifosi negli stadi, oggi vuoti, dove quando va bene si arriva a 200 persone a partita.

 

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  1. 1carloScritto il 18 giu 2018 (15:13)

    premetto di aver scoperto il baseball solo in anni recenti,nel 2011,per laprecisione,grazie al fatto che all'epoca veniva trasmessa una partita alla settimana sul canale raisport,così con qualche iniziale difficoltà dovuta alla scarsa conoscenza delle regole. ho incominciato ad appassionarmi. Inoltre abitando ad un'ora scarsa da novara ho assistito negli anni a diverse belle partite . Poi la televisione ha via via ridotto le trasmissioni di partite anche per il fatto di aver unificato i 2 canali sportivi,dando spazio più al biliardo cosa per me assurda ,si tratta di un gioco nel quale non riesco a vedere la componente sportiva. Ora con la sparizione della squadra di novara siamo arrivati al nulla su tutta la linea. Non ho competenza per dare pareri tecnici che ho letto qui da persone autorevoli e competenti ,penso che negli anni non sia stata fatta una promozione intelligente a questo sport che ricordo da ragazzo essere stato molto più diffuso a livello nazionale, io genovese mi rammento negli anni 70 una squadra che giocava in serie A,ricordo anche che frequentando il liceo ci vennero distribuiti durante le ore di ed,fisica dei pieghevoli che spiegavano il gioco del baseball ed invitavano alla prova. Penso quindi che sarebbe importante ritrovare un po di spazio in tv e avvicinare quanto più possibile i giovanissimi nelle scuole. cordiali saluti

  2. 2Nicol CorrScritto il 5 giu 2018 (10:25)

    Premettendo che sono d'accordo con quanto sottolineato, ossia la relativa sparizione del baseball dagli organi di informazione ed il livello del campionato che ormai ha raggiunto abbastanza i minimi termini (soprattutto in merito al n° di squadre iscritte). Questi sono fatti che rischiano di portare al fallimento il movimento italiano del nostro sport, come successo, ad esempio, all'hockey sul ghiaccio orfano di un campionato nazionale. E qui vengono i però. Per rilanciare il massimo campionato si pensa ad un campionato amatoriale o professionistico? Perché solo il professionismo, con congrui stipendi (che permettano di mantenersi quantomeno) per tutti i giocatori delle rose, permette di sviluppare un campionato che si giochi soprattutto infra-settimana, non in notturna. Anche per compagini geograficamente vicine, secondo me, data la lunghezza media di una partita di baseball. Se veramente di professionismo si vuole parlare allora la mia idea è che vadano coinvolte, con il sostegno della federazione (o della lega), le grandi città italiane (mi vengono in mente Roma città, Milano, Napoli, Torino, ecc...) dove statisticamente c'è una possibilità maggiore di incontrare degli appassionati di baseball, senza dimenticare le "piazze storiche" del nostro sport come Grosseto ed Anzio dove il nostro sport è già conosciuto ed amato. Il tutto per formare un campionato che, tecnicamente, sia a "single entity" (ossia chi investe non compra in realtà una squadra ma una quota della società che organizza il campionato) seguendo l'esempio della Major League Soccer statunitense dei primi anni. Se invece si parla di semi-professionismo (alcuni atleti pagati, altri no) o dilettantismo (solo dei rimborsi spese per gli atleti) il discorso organizzativo diventa preponderante con il problema che gli atleti-lavoratori avrebbero delle difficoltà a sostenere delle trasferte durante la settimana. Quindi, personalmente, strutturerei il campionato con una suddivisione in due o tre conference di modo da non rendere le trasferte troppo lunghe (e questa suddivisione sarebbe valida anche con un campionato professionistico) mentre sul numero di partite si può ragionare sulle 3 ad incontro: la prima il sabato sera, la seconda la domenica mattina e la terza la domenica pomeriggio.

  3. 3giovanni valleScritto il 9 mag 2018 (15:57)

    concordo al 100% con il grandissimo pantera. non è la prima volta che si esprime in questo senso ed è veramente l'unica via percorribile. Il bagno d'umiltà (da distinguere dalla modestia) che è un pregio solo dei grandi campioni, quelli che non hanno nulla da dimostrare anzi. Il baseball italiano è in via di estinzione urgono provvedimenti radicali, questo è uno da tenere in grande considerazione. 5/6 anni ? anche fossero 10/15 non ci sarebbe nulla di sbagliato se poi ci fosse un rilancio vero, e non drogato, del movimento.

  4. 4amiciaScritto il 5 mag 2018 (21:23)

    Sono assolutamnete d'accordo con Pantera, sono anni che si sta perdendo tempo invano tenendo in vita un sistema destinato all'estinzione. Occorre ridimensionare e tornare a crescere...

  5. 5Antonio CarboneScritto il 4 mag 2018 (13:32)

    Mi considero una vittima della megalomania fraccariana che sta alle origini del fallimento del baseball odierno e condivido il grido di “dolore” e i suggerimenti di Bagialemani. Per rilanciare il baseball italiano serve un bagno di umiltà e il ridimensionamento di tutto il sistema. La rinascita di questo sport passa attraverso un cambio di mentalità in primo luogo dei dirigenti di società, in sintesi meno ambizioni e più olio di gomito, più tecnici di qualità e meno stranieri, più sinergie tra società e meno rivalità, più tutele per chi crea giocatori e meno spazi per i “pirati” che sono, ahimè, una triste realtà del sottobosco giovanile. Certo non è facile né potrà essere breve il percorso ma se non si ricomincia a camminare per un sentiero virtuoso non si arriverà mai alla meta...

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