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Il quartetto che non ti aspetti in 10 giorni

di Andrea Tolla
Sono New York, sponda Queens, Los Angeles, zona Anaheim, Pittsburgh e Atlanta le vere sorprese di questo inizio di stagione di Major League. I segreti del loro ottimo avvio. Con un minimo comune denominatore: il solido monte di lancio
Il lanciatore degli Angels, Shohei Ohtani
Il lanciatore degli Angels, Shohei Ohtani
© Wally Skalij (Los Angeles Times)

Le emozioni non sono certo mancate in questi primi dieci giorni di regular season. Prematuro dare indicazioni in un campionato che prevede 162 incontri prima dell'inizio delle post-season. Ciononostante non possiamo non apprezzare le partenze lanciate di Mets, che con 7-1 sono leader della East Division della National League, ed Angels, che con 7-3, sono a -1 dai campioni in carica degli Astros nella West Division di American League. Erano date dai più come "underdog" della stagione seppur ancora non all'altezza dei più forti ma in queste prime gare si stanno imponendo all'attenzione dei media. New York sembra una squadra completa e pronta a competere, e questa è già una novità. I lanciatori sembrano tirati a lucido come non mai e gli innesti di Jay Bruce, Todd Frazier e Adrian Gonzalez sembrano aver avuto un effetto molto positivo sul trio di giovani promesse Amed Rosario, Michael Conforto e Brandon Nimmo. Se la condizione fisica nella rotazione dei partenti tiene, nel Queens potranno togliersi grandi soddisfazioni, e lo "sweep" da 3 partite rifilato ai più quotati Nationals in quel di Washington, sembra confermarlo.
Un grande avvio di stagione anche per gli Angels. Con due partenti in lista infortunati la pressione sui "superstiti" era notevole, ma Garrett Richards, Tyler Skaggs e soprattutto Shohei Ohtani stanno rispondendo con prestazioni al limite della perfezione e consentono al reparto offensivo, di cui lo stesso Ohtani è parte integrante, di battere in tranquillità. Il line-up risponde alla grande ed i 17 fuoricampo con i quali guidano il ranking degli homerun sono lì a dimostrarlo. Il neo-acquisto nipponico ha avuto un impatto incredibile. Sul monte di lancio in 13.0 inning lanciati (6.0 ad Oakland il primo aprile e 7.0 contro gli A's l'otto aprile), ha messo in fila 18 strike-out, con una media PGL di 2.08. Solo Tim Fortugno con la casacca degli Angels era riuscito a mettere insieme 18 "K" nelle prime due partite in MLB (eravamo nel 1992). Non pago delle prestazioni sul monte, come battitore designato Ohtani ha messo insieme tre fuoricampo in altrettante gare consecutive divenendo il terzo giocatore nella storia della Major League ad andare in doppia cifra nel numero di strike-out ed a realizzare 3 "home-run" in gare consecutive. Prima di lui Ken Brett (1973), e Babe Ruth (1916). Altro record eguagliato riguarda la combinazione "numero di vittore (2) - fuoricampo realizzati (3)" nelle prime dieci gare della stagione: apparteneva a Jim Shaw (1919, dei Washington Senators).
Ancora più sorprendente l'avvio di stagione di due franchigie in piena ricostruzione. Atlanta e Pittsburgh, hanno puntato fortissimo su giovani prospetti pieni di speranza e gli addetti ai lavori hanno risposto snobbando questi roster. Eppure i Pirates sono in testa alla Central Division di NL con 7 vittorie e 2 sconfitte. Dopo le cessioni dell'esterno centro Andrew McCutchen e del partente Gerrit Cole i "Bucs" erano dati per defunti nonostante gli inviti all'ottimismo del manager Clint Hurdle. Jameson Taillon, Steven Brault e Trevor Williams, hanno avuto un buono quanto inaspettato impatto nella rotazione dei partenti. Il 26enne Taillon la notte scorsa contro i Reds ha addirittura realizzato il primo "shutout" della sua carriera lanciando 9 inning nei quali ha concesso appena una valida, realizzata peraltro dal partente avversario Tyler Mahle. Si tratta del primo "one-hitter" per i Pirates da quello realizzato da A.J. Burnett nel 2012. Buono l'avvio anche dell'esterno Gregory Polanco, del prima base Josh Bell ed il terza base Colin Moran (26 anni il primo, 25 gli altri due), che trascinano il lineup, secondo nel ranking MLB della media battuta (.283).
Se dai Braves ci si aspettava qualcosa, sicuramente era nella seconda parte della stagione. Con l'arrivo di Ronald Acuna Jr. e magari l'ambientamento di qualche giovane partente, Atlanta avrebbe potuto passare piacevoli serate estive in compagnia del "national pastime". Invece il quotatissimo GM Alex Anthopoulos ha tirato fuori dal cilindro il seconda base Ryan Flaherty (ex Orioles), l'esterno Preston Tucker (ex organizzazione Astros), e l'interbase Dansby Swanson, prodotto interno alla franchigia. Le ottime prestazioni di questi tre semi-sconosciuti giocatori, combinati con il buon lavoro di Mike Foltynewicz (1-0 con 2.61 di media ERA in 10.1 inning lanciati con 15 strike-out all'attivo in queste prime due gare) e Brandon McCarthy (2-0 in altrettante partenze con 3.97 di media PGL in 11.1 inning lanciati), che danno solidità dietro Julio Teheran, proiettano i Braves al secondo posto dietro i Mets nella East Division di NL con 6 vittorie e 3 sconfitte.

 

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