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Tremate, tremate… i Bronx Bomber son tornati

di Andrea Tolla
Gli Yankees che non mollano mai. Sempre in auge, una temibile rivale per chi aspira a vincere il “Junior Circuit” e quest’anno con uno Stanton in più. Astros e Indians i soliti altri candidati, ma occhio anche agli Angels
Giancarlo Stanton
Giancarlo Stanton
© Nytimes.com (Joe Skipper/Getty Images)

Proseguiamo il nostro percorso di avvicinamento alla stagione 2018 della MLB con la American League, fondata il 28 gennaio 1901 - quindi 25 anni dopo la National - e al momento l'unica a contemplare una franchigia non statunitense, ovvero i canadesi dei Toronto Blue Jays. Anche il "Junior Circuit" si compone complessivamente di 15 franchigie suddivise in tre Division da 5 squadre ciascuno. Delle 113 World Series fin qui disputate la AL ha conquistato 65 anelli, 27 dei quali vinti dai New York Yankees che detengono anche il record di American League vinte (40). Dietro di loro ci sono gli Athletics (15 di cui 9 vinte quando la franchigia era a Philadelphia, nessuna quando la franchigia era a Kansas City e 6 nell'attuale Oakland) ed i Boston Red Sox (13). I detentori del "pennant" di AL attualmente sono gli Houston Astros, freschi vincitori delle World Series.

East Division - Non è facile ricordarsi che lo scorso anno furono i Red Sox a vincere la Division. Gli Yankees, sotto di due vittorie, riuscirono però a giocarsi, perdendole, le League Championship Series contro gli Astros. Dopo il mercato di questa ultima off-season possiamo comunque affermare che i Bronx Bombers sono tornati in tutto il loro splendore. Il line-up mette paura, dopo l'acquisto del potente slugger Giancarlo Stanton (ex Marlins), acquistato in cambio di Starlin Castro, soldi ed un paio di giovani prospetti. La rotazione dei partenti potrà contare sull'apporto per tutta la stagione di Sonny Gray (arrivato lo scorso anno a metà campionato), che si aggiunge a campioni del calibro di Luis Severino, Masahiro Tanaka e C.C. Sabathia. Tra i rookie di questa stagione occhio all'interbase Gleyber Torres ed al terza base Miguel Andujar, che potrebbero essere i nuovi prodotti del "vivaio" newyorkese. Il dubbio più grande per gli Yankees resta il nuovo manager, l'esordiente Aaron Boone chiamato a gestire un roster di primissimo piano ed una pressione non poco forte. A contendere la leadership del girone non potevano esserci che gli storici rivali dei Red Sox che possiedono un lineup versatile ed in grado di competere alla strapotenza di New York. Ed in questo senso lo sforzo per accaparrarsi le prestazioni del free-agent ex Arizona J.D. Martinez (110 milioni di dollari per 5 anni di contratto), ha premiato Boston che può competere con i rivali storici in quanto a produzione offensiva. Se David Price torna su buoni livelli, Boston può vantare una rotazione dei partenti forse migliore dell'"Evil Empire" (nomignolo che in Massachusetts significa Yankees), con Chris Sale, Rick Porcello, Drew Pomeraz ed Eduardo Rodriguez ad occupare gli altri slot della rotazione. Toronto ha dato una aggiustata al lineup con gli innesti di Yangervis Solarte, interno ex Padres, Randal Grichuk, esterno ex Cardinals, e di Aledmys Diaz, interbase ex Cardinals, acquistati in cambio di giovani prospetti e soprattutto dell'esterno 37enne Curtis Granderson, free-agent ex Dodgers. Non abbastanza per lottare per le prime posizioni, ma faranni il possibile per ottenere un posto nella Wild Card. Il dubbio Josh Donaldson, al suo ultimo anno prima di poter adire al mondo dei free-agent, è stato sciolto decidendo di tenerlo fino alla fine. Baltimore, che ha chiuso lo scorso anno con il peggior record della Division, prova a risalire posizioni acquistando dal mondo free-agent Alex Cobb (57 milioni per 4 anni di contratto per l'ex Rays), ed impreziosendo una rotazione di partenti che già era stata rinforzata il mese scorso con l'arrivo, sempre dal mondo free-agent, del partente ex Texas Andrew Cashner (16 milioni per un biennale) e che già conteneva Chris Tillman. Con gli ultimi due spot della rotazione più deboli, gli Orioles sembrano lontani dalla possibilità di competere per le prossime post-season ma sicuramente hanno ottime chance di scalare la classifica a svantaggio dei Tampa Bay Rays, che hanno perso Evan Longoria e Logan Morrison nel lineup. Secondo le indicazioni di Kevin Cash, manager di Tampa Bay dal 2015, ci sono molte probabilità che questa stagione la rotazione dei partenti sia ridotta a 4 elementi formati da Chris Archer, Nathan Eovaldi, Blake Snell e Jake Faria.

Central Division - Gli Indians non sembrano avere grandi problemi ad appropriarsi del pennant della Division superando di nuovo le 100 vittorie. Sembrano un passo avanti a tutti gli altri roster di questo girone, con una rotazione dei partenti che non ha nulla da invidiare a nessun'altra franchigia della MLB, ed un bullpen che, nonostante qualche defezione, su tutti Brian Shaw e Boone Logan, sta diventando sempre più il marchio di fabbrica dei "Tribe". In prima base cambio di guardia tra Carlos Santana (in uscita), e Yonder Alonso (in entrata, ex Seattle), entrambi transitati dal mondo free-agent non dovrebbe spostare gli equilibri nel lineup. Minnesota ad oggi sembra l'unico, piccolo ostacolo sul cammino degli Indians verso il terzo titolo di Division consecutivo. Lo scorso anno sono partiti "sotto-traccia" con ancora le 103 sconfitte della stagione 2016 sul groppone e sono arrivati a giocarsi le Wild Card con gli Yankees. La rotazione dei partenti dei Twins resta la grande incognita, soprattutto dopo l'infortunio al dito medio della mano destra della punta di diamante di Minnesota Ervin Santana. Per questo pochi giorni fa dal mondo dei free-agent è stato acquistato l'ex Cardinals Lance Lynn. La sensazione è che i "Twinkies" non sono ancora così corazzati da poter resistere a Cleveland. Hanno dei giovani campioni che potrebbero confermarsi su ottimi livelli, una rotazione di partenti ed un bullpen "not good, not bad", ed un lineup interessante, reso ancora più importante dall'arrivo del prima base ex Rays Logan Morrison. Dietro di loro White Sox, Royals e Tigers sono in ricostruzione e forse saranno competitivi nel 2019, ma non ancora in questa stagione. Forse Chicago, che ha un anno in più di "rebuilding" sulle spalle, potrebbe avere qualcosa in più rispetto alle altre due, forse Detroit può sfruttare la grinta e l'esperienza del nuovo manager Gardenhire, che ha puntato sul 34enne partente Francisco Liriano, sua vecchia conoscenza ai Twins (prelevato dai free-agent), per vincere qualche gara in più, ma sembrano lontane anni luce da Cleveland ed anche da Minnesota.

West Division - Gli Astros hanno chiuso la stagione scorsa con la conquista dell'anello ed entrano di diritto tra i protagonisti anche di questo 2019. La rotazione dei partenti, che già poteva contare su un certo Justin Verlander, si è impreziosita con l'arrivo di Gerrit Cole, il che la rende una delle più forti rotazione dei partenti della MLB (Dallas Keuchel, Lance McCullers e Charlie Morton gli spot numero 2, 4 e 5). Vero che per arrivare all'ex Pirates Houston ha dovuto pescare dal suo bullpen salutando Joe Musgrove e Michael Feliz (più un paio di giovani di belle speranze), ma il reparto rilievi è abbastanza profondo da tenere botta a qualunque evenienza. Da segnalare che nel roster è presente un certo Brad Peacock (13-2 con 3.00 ERA, e 161 strikeout in 132.0 inning lanciati nel 2017), che la scorsa stagione ha messo insieme 21 partenze. Adesso non trova spazio nella rotazione, e questo potrebbe creare qualche malumore. Lo scorso anno nella Division non avevano rivali e secondi arrivarono gli Angels staccati di 21 vittorie, magari il margine potrà ridursi, ma qualunque altro risultato oltre la vittoria della Division sarebbe una delusione. Quest'anno Anaheim ha qualcosa in più, e ad oggi sembra la squadra più rinforzata della Division. La conferma di Justin Upton, che quest'anno partirà da inizio stagione la corsa con Anaheim (l'anno scorso arrivò l'ultimo giorno di agosto), e l'arrivo a sorpresa di Shohei Ohtani porta tanto sia nel lineup, al quale si aggiungono anche le prestazioni del seconda base Ian Kinsler (ex Tigers) e del terza base Zack Cozart (ex Reds), che nella rotazione dei parenti. Se Garrett Richards, J.C. Ramirez e Matt Shoemaker rimangono in salute e trovano la forma migliore, gli Angels possono tornare a lottare per uno slot nella Wild Card. I Texas Rangers, contrariamente a quanto stanno facendo i Rays, proveranno ad esplorare una rotazione die partenti di 6 elementi. Un vero e proprio esperimento che prevede, oltre alla stella Cole Hamels, i "convertiti" Mike Minor (ex rilievo dei Royals) e Matt Bush, i veterani Doug Fister (34enne ex Red Sox) e Bartolo Colon (44enne ex Twins), e il reduce dall'infortunio (e relativa "Tommy John surgey") Martin Perez che potrebbero tutti beneficiare di un ulteriore riposo tra le partenze. Se la rotazione tiene ed i giovani del "farm-system" Nomar Mazara, Joey Gallo e Willie Calhoun hanno il giusto impatto, i texani possono provare a lottare per la Wild Card. I Mariners continuano ad avere seri problemi nella rotazione dei partenti. Dietro James Paxton e Felix Hernandez ci sono Mike Leake, che ha problemi di continuità, Erasmo Ramirez e Marco Gonzales da poco convertiti al ruolo di partenti. L'arrivo del giovane Robert Whalen dai Braves non migliorerà di certo lo spessore della rotazione. Il ritorno di Ichiro Suzuki (44 anni suonati per l'esterno nipponico), sembra più un'operazione di marketing che non di effettivo miglioramento del lineup. Infine gli Athletics, fanalino di coda del girone lo scorso anno. Oakland magari non cambierà la sua posizione nel 2018, ma con la continua crescita di giovani come l'esterno sinistro Khris Davis, il prima base/esterno Matt Olson, il terza base Matt Chapman, i lanciatori Sean Manaea e Kendall Graveman stanno andando nella giusta direzione per un sano "rebuilding".

 

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