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MLB (quasi) al via: nella National League parte l’assalto ai Dodgers

di Andrea Tolla
Giovedì prossimo c'è l'Opening Day che aprirà ufficialmente la stagione 2018. Il punto della situazione attraverso l'analisi delle tre Division. Il mercato non si ferma: Alex Cobb si accorda con gli Orioles
I Chicago Cubs in festa per la conquista del pennant della NL 2016
I Chicago Cubs in festa per la conquista del pennant della NL 2016
© UPI.com

Una settimana e il lungo inverno sarà definitivamente alle spalle. Il 29 marzo, per la prima volta così in anticipo rispetto all'usuale partenza fissata in genere per i primi di Aprile, riprende finalmente il campionato di Major League. In questi giorni si stanno concludendo gli spring-training che sono stati caratterizzati dall'impressionante ritmo dei Milwaukee Brewers e degli Houston Astros che guidano rispettivamente la Cactus e la Grapefruit League con 16 vittorie e 7 sconfitte. Sopra i .600 ci sono anche i Boston Red Sox (16-8), i Cleveland Indians (16-10) e i Chicago Cubs (15-10). Come sempre sono risultati da prendere con le molle perché frutto di prove, tentativi ed allenamenti, ma potrebbero fornire qualche indicazione per la stagione che si appresta ad iniziare. Ne frattempo le franchigie continuano questo particolare mercato pre-season ed a tal proposito fa rumore il quadriennale che gli Orioles sono riusciti a strappare al partente free-agent Alex Cobb (tra i 56 ed i 60 milioni l'importo per il 30enne ex Tampa Bay), che andrà a far compagnia a Andrew Cashner, arrivato da Texas ed alla star locale Chris Tillman da sempre a Baltimore. Come abitudine, proviamo a capire cosa ci dobbiamo aspettare dalla stagione che sta per partire con l'approfondimento dalla National League, la più vecchia delle due leghe. Il "Senior Circuit" nasce nel lontano 2 febbraio 1876, ben 25 anni prima della American League, e detiene il record di lega sportiva più antica al mondo. A comporre la NL ci sono 15 squadre suddivise in tre Division, così come la AL, e delle 113 World Series giocate dal 1903 ne hanno vinte 48 (42.47%). I campioni in carica della National League sono i Los Angeles Dodgers che ne hanno vinto complessivamente 22 (di cui 12 quando la franchigia era a Brooklyn). I San Francisco Giants detengono il maggior numero di titoli di lega vinti con 23 (di cui 17 quando la franchigia era a New York).

East Division - Anche quest'anno è facile prevedere il primo posto per i Nationals che possiedono la migliore rotazione ed il migliore lineup della Division. Ma vincere il girone non è più sufficiente per Washington visto che il "pennant" lo ha già conquistato per 4 volte negli ultimi 6 anni senza però riuscire mai a superare le Division Series. Per questo motivo Dusty Baker è stato accompagnato alla porta dopo due stagioni passate da protagonisti assoluti nella East Division. Con Bryce Harper, Daniel Murphy e Gio Gonzalez pronti a passare nel mondo dei free-agent a fine stagione, i "Nats" non hanno più tempo da perdere. Devono vincere e lo devono fare subito. Alla guida del roster è stato chiamato Dave Martinez, ex bench coach dei Chicago Cubs ed alla sua prima esperienza da manager. Un sano e perfettamente ristabilito Adam Eaton (acquistato a dicembre 2016, ma utilizzato solo per 23 partite nel 2017 a causa dell'infortunio a legamenti e caviglia), porterà ancora più dinamicità al reparto offensivo, mentre la possibilità di avere a disposizione per tutta la stagione Ryan Madson, Sean Doolittle e Brandon Kintzler (arrivati in corso d'opera nel 2017), darà al bullpen una solidità impressionante. La prima stagione da 100 vittorie nella storia della franchigia sembra essere finalmente arrivata per i Nationals, anche perché nella Division ci sono ben pochi rivali. I Mets, che sono passati dalla conquista della NL Wild Card del 2016 a perdere 92 partite nel 2017, non sembrano rappresentare un problema. La salute dei lanciatori sarà ancora una volta il fattore più importante nel successo della squadra. Anche se Noah Syndergaard riprende dal punto in cui ha lasciato con Jacob deGrom in cima alla rotazione, il team dovrà trovare altri tre partenti su cui poter contare. Da considerare che nel 2017 solo un lanciatore ha superato 120 inning (deGrom, 201.1), e forse anche per questo è stato scelto come nuovo manager Mickey Callaway, ex pitching coach dei Cleveland Indians al suo esordio in questo ruolo. Nel ruolo di "underdog" potrebbero tornare i Phillies che hanno fatto un buon lavoro con il lineup inserendo un gruppo di giovani e promettenti prospetti come Rhys Hoskins, 25enne esterno sinistro, Nick Williams, 24enne esterno destro, e J.P. Crawford, 23enne interbase, che lo scorso anno si sono affacciati nelle Major con buoni risultati e soprattutto consolidando la rotazione dei partenti con l'arrivo di Arrieta che si affiancherà al giovane Nola. A proposito di giovani promesse sarà interessante vedere come evolveranno i Braves, al secondo anno di "re-built". A tal proposito occhio a Ronald Acuna jr., esterno venezuelano di 20 anni, che in questi Spring Training ha una media battuta di .432 con 11 punti battuti a casa e 4 fuoricampo in 44 turni di battuta, ed al 21enne Ozzie Albies, seconda base che ha già 57 partite giocate nel 2017. Ancora lontano dalla vetta sembrano i Marlins che dopo le cessioni di Giancarlo Stanton, Marcell Ozuna, Christian Yelich e Dee Gordon hanno perso una grossa fetta del potenziale offensivo dello scorso anno. L'arrivo del 23enne Lewis Brinson da Milwaukee, giovane esterno centro di belle speranze, e di Sandy Alcantara dai Cardinals, 22enne prospetto proveniente da St.Louis, non è sicuramente sufficiente. Ora hanno un attacco debole sostenuto da una delle peggiori rotazioni dei partenti della MLB. Sarà un successo arrivare alle 64 vittorie, peggior record della MLB del 2017.

Central Division - I Cubs hanno vinto la Division in questi ultimi due anni (e le World Series nel 2016) e nel 2015 si sono accaparrati le Wild Card. E' ovvio che i favoriti siano loro, anche se i nuovi arrivi nella rotazione dei partenti e nel bullpen merita qualche approfondimento. La rotazione si è rafforzata con Tyler Chatwood, partente arrivato da Colorado, che dovrà confermarsi lontano dal Coors Field, e con Yu Darvish che dovrà dimostrare di avere continuità. Inoltre Josè Quintana, arrivato lo scorso anno a campionato inoltrato, avrà la possibilità di giocarsi la prima stagione completa. L'ex Dodgers Brandon Morrow è stato scelto per sostituire Wade Davis nel ruolo di closer. Qualche zona d'ombra anche nel lineup che comunque annovera ancora tra le sue file il famoso duo Bryant - Rizzo. Dietro di loro i "soliti" Cardinals e gli "underdog" Brewers entrambe legittimate a sognare e ad ambire almeno ad un posto nelle Wild Card. I Cardinals hanno rinforzato il lineup con l'esterno sinistro Marcell Ozuna che garantisce fuoricampo (37 la scorsa stagione in 159 partite giocate con i Marlins), e che potrebbe candidarsi al ruolo che fu di un certo Albert Pujols. Per il ruolo di closer Luke Gregerson, arrivato dagli Astros e fresco vincitore dell'anello, potrebbe essere l'ago della bilancia della stagione dei "Redbirds". Se gira bene potrebbe ridurre le distanze con la vetta. Anche i "Crew" hanno rinforzato il lineup con gli arrivi degli esterni Lorenzo Cain (ex Royals) e Christian Yelich (ex Marlins). La rotazione dei partenti vede confermarsi i tre giovani talenti Chase Anderson, Zach Davies e alla fine Jimmy Nelson (una volta rientrato dall'intervento alla spalla). Se sono maturati abbastanza potrebbero fare la differenza. Cincinnati e Pittsburgh al momento sembrano contendersi la coda della division, impegnate nella ricostruzione delle rispettive franchigie, ed al momento lontane dal livello delle potenziali prime della classe. Per i Pirates in particolare sarà dura digerire l'addio di Andrew McCutchen e Gerrit Cole.

West Division - La premessa necessaria per affrontare questa Division è il ricordare che tre franchigie del girone lo scorso anno sono approdate alle post-season. I Dodgers restano chiaramente i candidati al "pennant" visto le 104 partite vinte lo scorso anno in Regular Season ed il lungo cammino nelle post-season culminate con la sconfitta nelle finali. Roster profondo e un'esperienza alle World Series alle spalle, al netto degli infortuni (Justin Turner inzierà la stagione in lista infortunati perla rottura del polso durante gli Spring Training), Los Angeles è la franchigia da battere in questa Division. Un monte di lancio che lo scorso anno ha chiuso meglio di tutti con una media ERA complessiva di 3.38, un lineup che non concede tregua e che potrebbe avere un Logan Forsythe che prosegue il suo incredibile percorso di maturazione. Il bullpen perde Brandon Morrow e Tony Watson ma verranno rimpiazzati da Tom Koehler (ex Toronto), e Scott Alexander (ex Royals). Dietro di loro prosegue il percorso di crescita dei Diamonbacks e dei Rockies. Colorado migliora nel bullpen con gli arrivi del closer Wade Davis e del rilievo Bryan Shaw in sostituzione di Greg Holland e Pat Neshek a cui si aggiunge la riconferma del mancino Jake McGee. Il reparto offensivo non sarà un problema, e con Jon Gray che si presenta come leader di una rotazione dei partenti giovane e solida, i Rockies potrebbero essere pronti a scavalcare al secondo posto i Diamondacks che comunque non cederanno lo scranno senza combattere. Arizona infatti con una solida rotazione dei partenti ed un lineup degno di nota resta una temibile rivale nonostante le defezioni dell'esterno JD Martinez e del closer Fernando Rodney. Quest'ultimo potrebbe essere degnamente sostituito dall'arrivo del giapponese Yoshihisa Hirano 34enne ex Orix Buffaloes. Tra i rilievi interessante l'arrivo dell'ex Rays Brad Boxberger che potenzia complessivamente il bullpen rispetto alla scorsa stagione. Occhio anche al ritorno dei Giants che con l'arrivo del terza base Evan Longoria (ex Tampa Bay) e dell'esterno Andrew McCutchen (ex Pirates) potrebbero aver ridotto le distanze dalla vetta. Certo non sono più i giocatori di qualche anno fa, le medie dello scorso anno non sono stratosferiche, ma il loro apporto potrebbe generare nuovi entusiasmi sia per San Francisco che per gli atleti che avevano bisogno di nuovi stimoli. I Giants hanno i primi tre spot dei partenti da favola con Madison Bumgarner, Johnny Cueto e Jeff Samardzija, ma la parte finale della rotazione con Ty Blach e Chris Stratton è preoccupante. I Padres sono migliori dello scorso anno, hanno un "farm-system" eccellente ma questa division è molto complicata e sarà dura per San Diego non trovarsi ultimo a fine stagione, nonostante lo sforzo fatto per accaparrarsi il free-agent prima base Eric Hosmer. Per l'ex Royals i Padres hanno polverizzato il record di franchigia per l'importo di un contratto: 144 milioni di dollari per i prossimi 8 anni. Tra i tanti giovani di talento presenti a San Diego, occhio al giovane lanciatore Dinelson Lamet.

 

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