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Il sogno americano di Maurizio Andretta

di Andrea Palmia
Intervista esclusiva, a pochi giorni dall’inizio della sua prima stagione negli USA al Clarendon Junior College, con il talentuoso lanciatore mancino cresciuto nel vivaio dei Rams Viterbo grazie alla sapiente tecnica del compianto Claudio Vaglio
Maurizio Andretta dei Rams Viterbo
Maurizio Andretta dei Rams Viterbo
© Viterbo Baseball Club

In concomitanza con l'avvio della stagione Ncaa 2018, abbiamo puntato l'attenzione sul lanciatore mancino classe 1998 Maurizio Andretta, prodotto del floridissimo vivaio dei Rams Viterbo e uno dei numerosi prospetti del nostro baseball che hanno avuto o hanno l'opportunità di vivere un'esperienza formativa unica in un college americano.
Per Andretta, già da qualche stagione inserito stabilmente nel roster dei Rams Viterbo in A Federale con ottime statistiche (dal 2014 al 2017 più di 30 apparizioni sul monte con 15 partenze, 6 vittorie, 7 sconfitte, 5 salvezze con una media PGL di poco sopra a 3), un'occasione da non perdere. Il tutto sicuramente facilitato dalla presenza nelle varie Nazionali Giovanili (con la Under 18 ha vinto il titolo Europeo 2015 ed è arrivato secondo l'anno dopo) e dal 2016 nel progetto Accademia Federale di Tirrenia, vera fucina di talenti e lasciapassare per la famosa vetrina del "College Showcase" che si tiene negli Stati Uniti ogni anno organizzato dalla Major League Baseball e che vanta come spettatori interessati centinaia di rappresentanti dei College statunitensi pronti ad offrire borse di studio ai talenti più interessanti ma anche scout delle franchigie professionistiche.
Maurizio Andretta, insieme al coetaneo Leonardo Ceppari, è uno dei migliori rookie del Viterbo da cui giova ricordare è uscito anche il seconda base della Nazionale Italiana e della Fortitudo Bologna Alessandro Vaglio (figlio di Claudio, recentemente scomparso, figura di riferimento della società viterbese come dirigente e tecnico e che ha contribuito ad affinare le doti innate di lancio di Maurizio che è atteso da un banco di prova importante a livello di Junior College nel Texas, guarda caso da dove sono passati prima di salire in Division 1 anche altri due giovani talenti italiani come Federico Castagnini e Matteo Bocchi.
Andretta vestirà la casacca dei Bulldogs del Clarendon College, inseriti nella prestigiosa Western Junior College Athletic Conference della quale fa parte anche l'Odessa College dove nelle ultime due stagioni ha giocato proprio lo stesso Bocchi. A far compagnia ad Andretta al Clarendon College c'è anche un giovane prospetto italo-sloveno (doppio passaporto), l'esterno Bor Starc, anche lui passato dall'Accademia di Tirrenia e con trascorsi prima ancora con i New Black Panthers di Ronchi dei Legionari e alla Junior Alpina Trieste.
Un grazie sincero per la collaborazione al coach dei Clarendon Bulldogs, Devin McIntosh, e a Maurizio Andretta per aver accettato di rispondere a qualche domanda in esclusiva per Baseball.it
Prima di tutto, un ricordo personale di Claudio Vaglio, storico dirigente e tecnico dei Rams Viterbo...
Claudio è stato il mio pitching-coach da sempre. E' stato un allenatore ed un amico fuori dal campo. In ogni commento che ho letto a seguito della sua scomparsa e ogni volta che ho sentito parlare di lui è stato sempre lodato per la sua umiltà, e non è un caso. E' uno dei valori che Claudio ha sempre cercato di insegnarmi in campo, ed era il valore che più lo rendeva una persona speciale. Era incredibile vedere come metteva anima e corpo in quello che faceva. Spero di potergli dedicare molte vittorie.
E' nei tuoi programmi tornare a giocare a Viterbo in A2 finita la stagione Ncaa?
Assolutamente si, spero di dare un contributo significativo alla mia squadra per vincere più partite possibili.
Quali sono le tue impressioni finora su questa esperienza negli States? Sei soddisfatto di aver fatto questa scelta?
Sono soddisfatto e cercherò di trarne maggior profitto possibile. Mi trovo molto bene, penso che sia un'esperienza che ricorderò per sempre e dalla quale posso imparare molto. Sono stato fortunato ad aver avuto questa possibilità.
Puoi raccontarci la tua giornata tipo?
Sveglia presto per iniziare il primo allenamento in palestra alle sei. Poi colazione e scuola. Alle undici e mezza pranzo, quindi allenamento al campo, solitamente all'una e mezza. Si prosegue di solito fino alle cinque e mezza, quindi doccia e cena. Dopo cena compiti e a letto presto. Venerdì e sabato partita. Domenica libera.
Come ti trovi con gli allenatori e i nuovi compagni? In squadra c'è anche lo sloveno Bor Starc che era con te a Tirrenia...
Mi trovo molto bene sia con l'allenatore che con i nuovi compagni. Il gruppo è composto da giocatori di diverse nazionalità, provenienti da culture sportive differenti. Ho avuto la fortuna di incontrare molti ragazzi della mia età e fare amicizia con loro. L'allenatore è molto esigente e cerca di tirare fuori il meglio da ogni giocatore. E poi certo, c'è Bor Starc che condivide con me questa esperienza, siamo compagni di stanza così come lo eravamo a Tirrenia.
A proposito di Tirrenia, cosa hai imparato e quanto è stata utile la tua esperienza all'Accademia Federale?
Onestamente penso che la preparazione atletica e tecnica dell'Accademia sia stata di fondamentale aiuto nella mia crescita sportiva. Inoltre mi ha permesso di avere relazioni con gli States e ottenere la visibilità necessaria per essere chiamato dal Clarendon College.
Quali sono le tue aspettative per la stagione ormai alle porte?
Il coach ci ripete spesso che noi lanciatori dobbiamo aspettarci molti fuoricampo e molte valide. Il livello dei battitori è molto alto, ad esempio .300 è considerata nella media. Dovrò cercare di lavorare al meglio sul monte per tenere i miei lanci bassi nella zona.
Nonostante la tua giovane età hai già alle spalle alcune buone stagioni da partente in A Federale. Dove speri di migliorare in questa avventura americana?
La mia lacuna più grave sul monte nelle precedenti stagioni di serie A Federale è stata la mancanza di un breaking-pitch nel repertorio di lanci, curva o slider che sia. Con il coach dei Bulldogs abbiamo lavorato molto, anche extra-allenamento, per recuperare. Spero di migliorare ancora dal punto di vista mentale e acquisire una mentalità da partente che mi permetta di lanciare almeno 5 innings senza calare significativamente in velocità e precisione.
Consiglieresti ad altri giovani talenti di seguire la tua esperienza negli USA partendo come hai fatto tu dal mondo dei Junior College?
Dipende se si è disposti a fare dei sacrifici o no. Bisogna lavorare duro ogni giorno, tenere il passo con la scuola e rinunciare a molte delle comodità a cui noi ragazzi siamo abituati a casa. In ogni caso consiglierei vivamente questa esperienza, si impara molto sul campo di gioco, si impara una nuova lingua e a vivere fuori casa, per altro in uno stato straniero.

 

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