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Yu Darvish “apre” il mercato dei free-agent

di Andrea Tolla
L'interesse dei Brewers e Cubs nei confronti del partente giapponese potrebbe sbloccare le contrattazioni di tanti "top player" in un mercato rimasto sostanzialmente immobile. I motivi di questa inerzia a poche settimane dai raduni
Yu Darvish conteso da Brewers e Cubs
Yu Darvish conteso da Brewers e Cubs
© Bleacher Report (Leon Halip/Getty Images)

C'è movimento intorno al free-agent Yu Darvish che probabilmente giocherà la prossima stagione nella Central Division di National League. I Brewers nei giorni scorsi hanno rotto gli indugi presentando un'offerta formale al partente nipponico, uno dei top "free-agent" rimasti ancora senza squadra, ma i Cubs, rivali di Milwaukee nella medesima Division, sono passati al contrattacco utilizzando lo stesso schema che tre anni or sono portò a Chicago Jon Lester. Ora come allora si è puntato sul catcher di fiducia del partente free-agent: con Lester il "cavallo di Troia" fu David Ross, ora è stato formalizzato l'acquisto del 35enne Chris Gimenez (.218 di media battuta, 22 fuoricampo e 82 punti prodotti dal 2009), lo scorso anno ai Twins, al quale è stato fatto firmare un contratto di Minors. Secondo l'agenzia Associated Press, sembra che tra Darvish ed i Cubs ci siano dei colloqui attivi e che Gimenez sia il ricevitore preferito del partente nipponico. IL 31enne lanciatore destro (record 56-42, 3.42 media PGL e 1.021 strike-out in 832.1 inning lanciati in 5 anni di MLB), ha trascorso l'ultima stagione tra Texas e Los Angeles, sponda Dodgers disputando complessivamente 31 partenze con una media PGL di 3.86. Con LA ha disputato anche 4 gare di post-season dove ha alternato solide partenze (nelle Division Series e nelle Championship Series) a partite da dimenticare (non ha brillato nelle World Series nella quali in due gare giocate ha disputato complessivamente 3.1 inning subendo 9 valide e 2 basi per ball per 9 punti complessivi).
Le trattative sembrano aver preso velocità visto che mancano poco più di 20 giorni al raduno di lanciatori e ricevitori delle franchigie di Major. Quello che stiamo vivendo è comunque un mercato "free agent" molto anomalo nella sua lentezza, visto anche che molti dei giocatori in lista sono "top-player". Ad oggi solo 5 dei migliori 20 giocatori liberi di contrattare la migliore offerta hanno firmato nuovi contratti. Il closer 32enne Wade Davis (59-39, 3.45 media PGL, 768 strike-out, 79 salvezze su 88 possibilità in 835.1 inning lanciati dal 2009) si è accasato ai Rockies con un triennale da 52 milioni di dollari. Il 31enne prima base Carlos Santana (.249 media battuta, 174 fuoricampo, 587 punti battuti a casa dal 2010) ha firmato un triennale da 60 milioni con Philadelphia. Il 32enne interbase Zack Cozart (.254 di media battuta, 82 fuoricampo e 280 punti battuti a casa dal 2011) lascia per la prima volta Cleveland a vantaggio di Los Angeles, sponda Angels, per un triennale da 38 milioni di dollari. Il 33enne lanciatore Brandon Morrow (51-43, 4.05 media PGL, 846 strike-out in 828.1 inning lanciati dal 2007) lascia i Dodgers per firmare un biennale da 21 milioni con i Cubs. Il 30enne esterno/prima base Jay Bruce (.249 media battuta, 277 fuoricampo, 838 punti battuti a casa dal 2008) torna ai Mets dopo una mezza stagione passata a Cleveland, per un triennale da 39 milioni di dollari. Proprio quest'ultimo giocatore fa capire quanto complesso sia il quadro in questa off-season dei "free-agent" visto che l'accordo trovato è molto lontano da quello che sembra avesse chiesto solo lo scorso novembre (cinque anni da 80-90 milioni di dollari). Anche altri giocatori di "seconda fascia" sono riusciti a firmare contratti nuovi come il lanciatore 29enne Addison Reed (18-21, 3.40 media PGL, 425 strike-out in 402.2 inning lanciati dal 2011 con 19 salvezze su 21 opportunità) che ha chiuso un biennale da 16.75 milioni di dollari con i Twins, il 34enne esterno sinistro Howie Kendrick (.291 media battuta, 104 fuoricampo, 636 punti battuti a casa e 123 basi rubate dal 2006) che si è accordato nuovamente con i Nationals per un biennale da 7 milioni di dollari ed il 36enne Curtis Granderson (.252 media battuta, 319 fuoricampo, 865 punti battuti a casa dal 2004) che ha firmato un annuale da 5 milione di dollari con Toronto.
Resta però il fatto che rispetto agli anni precedenti i movimenti di mercato di questa particolare categoria sono poco fluidi. Ma quali possono essere i motivi di questa anomalia? Il primo che è stato preso in considerazione dagli analisti è stato il rinnovo del Contratto Collettivo del 2016 che ha migliorato la qualità della vita dei giocatori (programmazione ed extra giorni di ferie, agevolazioni durante gli spring training), a svantaggio delle condizioni economiche. Inoltre in questo accordo è stata imposta una "luxury tax" sui "payroll" che superano una determinata soglia. Di fatto una sorta di "salary cap" che ha frenato di molto gli acquisti dal mondo free-agent. Inoltre proprio in virtù della "luxury tax", c'è da considerare che nelle prossime off-season entreranno a far parte dei free-agent giocatori del calibro di Bryce Harper, Manny Machado, Josh Donaldson, Charlie Blackmon, Andrew Miller, Craig Kimbrel, A.J. Pollack, Daniel Murphy, Cody Allen e Andrew McCutchen (quest'ultimo ha appena lasciato Pittsburgh per trasferirsi a San Francisco), ai quali potrebbero aggiungersi anche Clayton Kershaw e David Price.
Il secondo motivo riguarda l'aumento del numero di fuoricampo. Dal 2014 al 2017 abbiamo assistito al 46% di homerun in più nel corso della stagione. Nel 2014 solo 27 giocatori avevano raggiunto la soglia dei 25 fuoricampo, meno di uno per squadra, mentre la scorsa stagione questa soglia è stata raggiunta da ben 74 giocatori. Nella lista di free-agent di queste off-season 10 atleti hanno battuto almeno 25 homer e 7 di loro sono interni d'angolo: i prima base Logan Morrison, Lucas Duda, Mark Reynolds (che può giocare anche in terza), Yonder Alonso ed Eric Hosmer ed i terza base Mike Moustakas e Todd Frazier. Alonso è stato l'unico di questi a firmare un contratto (biennale da 16 milioni di dollari con gli Indians).
Il terzo motivo riguarda il monte di lancio e parte da un dato apparentemente in controtendenza. Se c'è un mercato "free-agent" che si è mosso è senza dubbio quello dei rilievi. Questo è dovuto al fatto che il bullpen ha sempre più importanza in questo gioco. Ma non lasciamoci ingannare dalla quantità di operazioni avvenute in questo ruolo visto che ai rilievi non vengono più offerti contratti lunghi e faraonici come avvenne ad esempio per Darren O'Day (quadriennale con gli Orioles da 31 milioni nelle off-season 2015-16), o Brett Cecil (quadriennale da 30.5 milioni con i Cardinals nello stesso periodo). Inoltre c'è da considerare che questa ricerca di rilievi deprezza il valore dei lanciatori partenti. E così si spiega perché Yu Darvish e Jake Arrieta, giusto per fare due nomi, si trovano ancora senza contratto. Solo tre anni or sono i Cubs concessero a Jon Lester un contratto da 155 milioni di dollari in sei anni per battere la concorrenza di almeno una dozzina di pretendenti. L'anno successivo 13 partenti, tra cui James Shields, Brandon McCarthy, Mike Leake, Jordan Zimmermann e Wei-Yin Chen, hanno firmato contratti di almeno 4 anni economicamente impegnativi. La sensazione però è che questo periodo sia finito anche perché gli Indians nel 2016 ed i Dodgers dello scorso anno (giusto per fare due nomi), hanno raggiunto ottimi risultati facendo lanciare il meno possibile i loro partenti a vantaggio dei rilievi.
Altro argomento di riflessione è la programmazione a lungo termine che sta sempre più prendendo piede rispetto alla costruzione di "instant-team". Le franchigie che non hanno ambizione di vincere le World Series preferiscono dedicare tempo e risorse alla ricostruzione del roster piuttosto che far spese folli per uno o due elementi che non possono comunque da soli invertire i pronostici della stagione. I successi di Royals, Cubs ed Astros hanno dato linfa vitale a questa corrente di pensiero, che di fatto è anche economicamente meno rischiosa per le proprietà, convincendo anche i tifosi più accaniti che sia meglio costruire in prospettiva. Questo ha portato anche ad un altro tipo di ragionamento sul rischio che si corre proponendo dei contratti di lunga durata a costi proibitivi. Un esempio su tutti quello di Omar Infante. Nel 2013 venne prelevato dai free-agent da Kansas per un quadriennale da 30.25 milioni di dollari. A fronte di questo nei tre anni ai Royals ha disputato 298 partite con 8 fuoricampo ed una media battuta complessiva di .238, il peggior giocatore dei Royals di sempre con tante partite disputate nel club.

 

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