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Ibl, addio alla grande illusione. Torna l'A1

di Gianni 23
Un progetto di "franchigie" mai decollato, il nuovo massimo campionato punta ad arrivare a 10 squadre
Mignola e Marcon
Mignola e Marcon
© ML Oldmanagency FIBS
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Ce l'avevano illustrata come una rivoluzione, la Italian baseball league. Un progetto in accordo con la Major e con tanto di "franchigie" delle squadre Usa dalle nostre parti. Una grande illusione. La Ibl ha avuto vita difficile, per una serie di ragioni, e adesso va in archivio. Il baseball italiano torna alla serie A1 (insieme al softball), dimentica mire e progetti che si sono dimostrati inadatti per un livello che non è nemmeno lontano parente di quello delle grandi leghe, e prova per l'ennesima volta a ripartire. Via anche il "brand" Ibl, a questo punto, ammesso abbia mai funzionato.  

Lo ha stabilito il consiglio federale di ieri, insieme ai criteri per chiedere di essere ripescati nella massima serie e cioè - tra gli altri - avere l'impianto di illuminazione, non aver chiesto il ripescaggio più di una volta negli ultimi tre anni, aver partecipato ai play off e via discorrendo. Un'autostrada per l'Academy Nettuno, ad esempio, anche perché l'obiettivo dichiarato è quello di "raggiungere le 10 squadre nel 2018 e le 12 nel 2019". A oggi, della defunta Ibl, solo sette avevano confermato la presenza.

 Largo ad altri, allora, con tempi strettissimi: chi vuole essere nell'A1 2018 dovrà fare domanda entro il 31 dicembre e cioè in sei giorni lavorativi e nel pieno periodo delle festività, anche se basterà una posta elettronica certificata. La Fibs non ha dubbi: "Le valutazioni verranno fatte a stretto giro dopo il 2 gennaio 2018". Forse la Befana ci porterà la composizione del prossimo campionato. Il softball avrà tempo fino al 15 gennaio e comunque dal 2019 le squadre saranno dieci.

Annunciato ieri anche l'appuntamento con la Convention, iniziata ormai più di 30 anni fa dai tecnici e via via "copiata" da altre componenti, sarà l'occasione per mettere tutti insieme gli appartenenti al movimento. Si svolgerà al PalaRiccione dal 26 al 28 gennaio e avrà come ospite d'onore l'ex manager dei New York Mets Bobby Valentine.   

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  1. 1Denis Dalla FrancescaScritto il 8 gen 2018 (19:56)

    Ciao Nicolò , in merito alla tua risposta credo che tu dica le cose giuste , quello che volevo dire io è che oggi prima di tutto , una nuova giunta federale doveva fare una azione di marketing che ad oggi non esiste , il nome IBL poteva andare ancora bene se si fa un marketing adatto . Se prendiamo la Pallavolo ha creato una lega con delle squadre che vi partecipano senza retrocessioni ma con presenza nelle città più importanti , io Golf ha cercato dei veri manager del mercato dello sport , invece qua si è andati a ritroso . Il progetto IBL con franchigie è fallito perché sicuro non siamo in America , ma in particolare perché i dirigenti locali delle piccole società non accettano di collaborare con i vicini e dare delle diverse possibilità ai giocatori che si impegnano e vogliono crescere . Personalmente ho sempre avuto la fortuna di allenare dei buoni giocatori ma spesso , in passato e parlo di oltre 20 anni fa , molte società che non mandavano i loro giovani giocatori alle selezioni regionali per non farli vedere a tecnici che collaboravano con altre società . Il vero male è questo e quello che manca a questa nuova FIBS che sa di antico , è il non cambiare di restare vecchi di nn cercare dei manager che propongano il prodotto . La mia è solo ed unicamente la mia idea che probabilmente non collima più con questo mondo . Saluti Denis

  2. 2Nicol CorrScritto il 1 gen 2018 (20:07)

    Volendo rispondere brevemente al commento di Denis Dalla Francesca. Il progetto Ibl è oggettivamente fallito. Per tanti motivi sportivi e, parere mio, per un deficit di comunicazione. E' mancata una strategia di comunicazione e promozione del campionato e dello sport in generale in questi 10 anni. In aggiunta, sempre a parer mio, dal punto di vista del business si è sbagliata l'impostazione della "lega" che, difatti, più che una lega di baseball professionistico è stato un campionato di massimo livello. Due cose abbastanza diverse, dal mio punto di vista. Inoltre, probabilmente, 10 anni fa nessuno era pronto al mondo della "franchigia", concetto puramente statunitense che non è presente nel modo europeo di concepire lo sport e l'organizzazione delle società.

  3. 3marco borriScritto il 28 dic 2017 (00:41)

    pofferbacco ! per info citofonare fraccari

  4. 4Mario IslageronaScritto il 22 dic 2017 (23:49)

    Gianni23 con quel trafiletto...《via via "copiata" da altre componenti....》fa un bel autogol nella sua personale ignoranza del Baseball e Softball italico e di come è organizzata la FIBS. Arbitri, Classificatori e Tecnici fanno parte delle Strutture Tecniche Centrali della FIBS e nel momento in cui organizzano qualcosa, non lo fanno certo da soli ed in maniera indipendente, ma su indirizzo ed autorizzazione del Consiglio Federale, che apre i cordoni finanziari per la macchina organizzativa federale. Se il numero legato al nome dell'autore sta ad indicarne gli anni, forse in parte può essere scusato visto che ancora frequentava a quei tempi i banchi di scuola elementare e forse il baseball ancora non aveva attraversato la sua giovinezza. Ma come autore pseudo giornalista che si occupa di baseball & Softball assolutamente. Nessuna copiatura visto che la prima Convention degli Umpire in quel di Spoleto, era evento collaterale della Coach Convention, gestita dallo staff organizzativo della Federazione con tutto il suo personale, non certo solo i Coaches.. O forse Giacomo Lassandro, pilastro dello staff di accoglienza organizzativa, sempre presente in ogni Coach Convention, improvvisamente è diventato un Allenatore? La sessione collaterale nacque da una chiacchierata tra un neo arbitro molto interessato al mondo dei Blues USA con Bill Arce, motore delle Coach Convention italiane, ad una Convention precedente. La proposta piacque molto a Bill, l'obbiettivo proposta era far parlare insieme Coaches & Blues fuori dal terreno di gioco. Venne portata in Consiglio Federale dal Consigliere Ciccio Roda e divenne realtà nel 2003. Era un ottimo punto di vista dato che poi in seguito con la spinta del VP operativo della MLB Joe Torre, la cosa divenne in anni recenti appuntamento ufficiale della Grande Lega, con gli stessi obiettivi di Spoleto 2003. Grande ospite allora Gus Rodríguez che poi diventerà Umpire Commissioner del WBSC e E forse Gianni23 andando a rileggere gli eventi che hanno poi aggregato agli Umpires anche i Classificatori, altro elemento imprescindibile del Baseball e del Softball, in quel percorso che li vedrà giustamente riconosciuti in seguito con la qualifica di Ufficiali di Gara accumunandoli con gli Umpires, potrà documentarsi sulle motivazioni che hanno portato la Federazione, e nessun altro, a splittare in tre le diverse Convention. L'evento che all'inizio era stato proposto e creato come unico sforzo organizzativo con gli ovvi risparmi dei costi. Poi magari ricorderà anche che Bobby Valentine era l'ospite d'onore nel 2000 a Salsomaggiore alla 15^ Convention 😊😉

  5. 5Denis Dalla FrancescaScritto il 22 dic 2017 (13:55)

    Si torna alla A1 si torna a un antico che non ha mai fatto decollare il baseball. Si torna al baseball dei comuni vengono azzerate le franchigie , si torna ad un metodo sportivo che nel calcio , sport business per eccellenza , ha portato il nostro Paese a non giocare i mondiali . Si torna a usare un metodo che non ha mai portato business è sempre stadi più vuoti . Hanno deciso di abolire la IBL che era nata per lanciare il baseball in modo definitivo , tolgono le franchigie che stanno invece nascendo con L e scuole calcio locali di tutte le squadre professionistiche anche nei paesi più piccoli . Una dirigenza che personalmente ritengo quanto meno pressapochista , burocrate è sicuramente non manageriale , ha azzerato tutto e riporta questo sport indietro nel tempo . Credo che siamo al livello più basso che si poteva raggiungere spero si possa risalire ma per farlo devono cambiare non solo i dirigenti federali ma anche molti di quelli locali . Personalmente scendo dal carro perché credo che questi personaggi riuscirebbero a mandare a ramingo anche un oratorio . Ciao a tutti Denis

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