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JR Grosseto, cambia direzione dopo il ko: lascia il manager Paolo Rullo

di Maurizio Caldarelli
Il tecnico maremmano ha ufficializzato la sua decisione, già comunicata a fine luglio al direttore generale Sandro Chimenti. «Non lascerò  questa società, per me è una seconda famiglia»
Il manager del Jr Grosseto Paolo Rullo
Il manager del Jr Grosseto Paolo Rullo
© Foto Fabrizio Andreini

Non è finita nel modo auspicato la stagione del JR Grosseto, ko nella semifinale scudetto contro il Castenaso. Quella disputata domenica mattina  è stata anche l'ultima partita di Paolo Rullo sulla panchina biancorossa: lo storico manager lascia la guida del Jolly Roger.

«Tengo a precisare - spiega l'allenatore - che non è una decisione frutto di questa sconfitta, ma era stata comunicata già a luglio al direttore generale Sandro Chimenti. Semplicemente analizzando gli anni precedenti ho deciso che per me fosse arrivato il momento giusto per lasciare».

«Non è finito il ciclo di questa squadra - tiene a sottolineare Rullo - che sono sicuro che potrà togliersi altre e sempre maggiori soddisfazioni. E' solo finito il ciclo di Paolo Rullo, il Jolly Roger in questo momento ha bisogno di fare un passo avanti verso un'altra direzione, un passo avanti che con me non può fare. Credo che tutto lo staff tecnico in questa stagione abbia fatto un ottimo lavoro, ma è anche giusto capire quando è il momento di farsi da parte. Quel momento è arrivato. Mi sento di aver dato tutto, già lo scorso anno volevo lasciare, poi mi bastò una chiacchierata con questi ragazzi fantastici per ritrovare gli stimoli, ma stavolta ci siamo davvero. Sono ovviamente disponibile a rimanere in questa società, che per me è una famiglia. Qualsiasi ruolo il direttore generale abbia in mente per me io sarò pronto a mettermi a disposizione, anche se la priorità in questo momento è individuare un nuovo manager».
Una decisione importante, comunicata in un momento di grande amarezza. «Purtroppo è andata male - afferma Rullo - sapevamo di affrontare un ottimo avversario che si è dimostrato tale. Hanno meritato di vincere, complimenti a loro. Poco da dire su gara-3 in cui hanno dominato, resta qualche rimpianto per la prima partita che alla fine si è rivelata decisiva. Peccato, eravamo partiti bene, poi non so se la squadra ha perso entusiasmo o io non sono stato prova a cogliere un calo e a intervenire prima. Non è mancata la concentrazione, perché i ragazzi ci hanno provato dal primo inning di gara-1 fino all'ultimo di gara3. E' mancata più che altro l'intensità in alcuni momenti di questo trittico».
Rullo si aspettava che il monte sorreggesse la squadra come per tutta la stagione, ma in alcuni momenti è andato in difficoltà.

«I lanciatori hanno fatto quello che potevano - risponde il manager - in una semifinale si affronta una squadra motivata e di livello. Sapevo che qualcuno, sia in attacco che in difesa, non avrebbe potuto dare quello a cui ci aveva abituato per tutta la stagione semplicemente perché il contesto era diverso. Ma i ragazzi hanno messo in diamante tutto quello che avevano, su questo non ci sono dubbi. Semplicemente affrontavamo una buona squadra che, considerando anche quello che è successo domenica, ha avuto più cartucce da sparare».
In gara-3 la squadra non è entrata in partita.

«Ci siamo trovati davanti un altro lanciatore straniero, Remigio Leal - conclude Rullo - io potevo avere un paio di inning da Santiago, che però non se la sentiva di partire. Marquez ha problemi, ma durante la partita mi ha detto che all'occorrenza avrebbe lanciato un inning. Ripeto, tutti hanno fatto quello che potevano. Se ho pensato di risparmiare qualche inning a Santiago in gara-2 per averlo più fresco la domenica? Certo, ma non è stato possibile. Capizzi poteva lanciare solo uno dei due giorni, Ferri era l'unico a non aver lanciato il pomeriggio, l'avevo mandato a scaldare e sarebbe entrato, ma ha avuto un problema nel bullpen. Ma onestamente non credo sarebbe cambiato molto togliere 30 lanci dal braccio di Santiago: se non batti non puoi vincere».

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  1. 1BhoScritto il 11 set 2017 (17:59)

    Giustissima analisi. Si è permesso ad inizio anno di far iscrivere 2 squadre che non sapevano se avrebbero affrontato il campionato, tutte e due inserite nello stesso girone che è risultato cortissimo. Il monte di lancio del Jolly Roger era corto anche perchè durante l'anno ci sono stati alcuni problemi: si sperava in un recupero di Angel Marquez che così non è stato, Nicola Mega ha avuto problemi di lavoro ed ha saltato buona parte della stagione. Il problema grosso è che non ci sono i soldi da investire per la squadra e quindi si fa con quello che viene. Credo che il Jolly Roger spenda quasi come una squadra di serie B ma in 4 anni di serie A ha centrato sempre i playoff e per 2 anni la semifinale: mi sembra che questo se lo dimenticano tutti. Non credo si possa parlare di IBL non ci sono ne i giocatori ne i soldi per affrontare un discorso del genere, in più c'è da dare tempo ad un settore giovanile di far uscire qualche giocatore visto che le illuminate precedenti gestioni lo hanno abbandonato del tutto.

  2. 2Marco BrainaScritto il 11 set 2017 (15:03)

    Un paio di commenti: innanzi tutto non si può giocare la stessa semifinale quando una squadra in regular season ha giocato 20 partite e l'altra 30 (non mi sembra giusto). Il monte del Grosseto è sempre stato corto: su 177 riprese lanciate in regular season il 50% (84 i.p.) le ha tirate Santiago (9 W0 L ERA - 0,64), 52 Pancelli ( 2 W 0 L - ERA 5,71) 31 Lenzi ( 5 W 2 L - ERA 3,77) e non vedo come si possa affrontare una semifinale di 3 partire in 2 giorni o ancor peggio una finale di 5 in 7 giorni.

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