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Le mie riflessioni sulla Coppa Campioni, e non solo

di Ruggero Bagialemani
Al ritorno dalla Germania, una serie di pensieri e proposte tecniche per cercare di tornare a primeggiare in Europa a livello di club e di Nazionale. Un risultato raggiungibile solo grazie ad una profonda riforma dei campionati. E giocando di più
La Coppa Campioni brilla nel cielo di Barcellona
La Coppa Campioni brilla nel cielo di Barcellona
© Ferrini (FIBS)

Sono tornato da pochi giorni dalla Germania per un raduno della nazionale tedesca a Bonn. L'occasione mi è stata utile per assistire alla Coppa dei Campioni, vinta in finale dal Nettunus di Rotterdam. Al Torneo c‘erano tre nostre squadre che a mio avviso hanno ben giocato e tentato di fare il massimo per aggiudicarsi la Coppa. Personalmente non ho visto molte differenze tra le squadre (anche se il Neptunus aveva più di un infortunato e ha giocato leggermente rimaneggiato). Le partite sono state sempre decise da episodi, mai una supremazia schiacciante. Bisogna però dire, per onestà intellettuale, che con lanciatori stranieri noi giochiamo sempre alla pari con le altre più importanti squadre europee. Si può discutere sulle strategie, ma quelle sono personali, se vanno bene sei bravo, se non vanno a buon fine sei un somaro.
Sono arrivate alla fase finale due squadre italiane e due olandesi. La terza squadra eliminata (il Rimini) si è trovata in uno scontro da dentro o fuori contro San Marino, nel peggiore dei modi e con la più brutta invenzione della storia del bBaseball: il tie-break. Dopo che per due volte ha avuto la possibilità di segnare ma per due volte con due grandi giocate difensive il San marino ha portato la squadra di Rimini ai supplementari. E ha poi vinto.
Ma veniamo ad alcune analisi tecniche. Personalmente come dicevo non ho visto tutta questa differenza tecnica. E non è vero che la differenza la fanno gli antillani (che a differenza nostra sono olandesi a tutti gli effetti). Il problema vero nasce quando andiamo ad analizzare ruolo per ruolo e scopriamo che noi per ricoprirne alcuni, o quantomeno per giocare alla pari, abbiamo bisogno di giocatori stranieri e questo non è cosa buona in vista dei prossimi Campionati Europei che varranno la qualificazione alle Olimpiadi di Tokio 2020.
Una ulteriore e semplice riflessione, senza fare il paragone con i miei tempi perché è sempre brutto e antipatico: dico da molto che bisogna iniziare daccapo con una riforma dei campionati e giocare di più. Non è possibile che nel massimo torneo nazionale ci siano 8 squadre e soltanto un interbase italiano, un paio di seconde basi e pochi giocatori. Chiaro che poi in in difficoltà si trova il selezionatore della Nazionale Italiana (manager). Perché o usiamo quelli o allora siamo costretti a trovare qualche oriundo, con la speranza di essere fortunati che sia bravo. Senza alcuna programmazione. Personalmente mi piacerebbe mettere una regola che obbligasse le squadre a schierare nell'asse centrale e cioè ricevitore, interbase, seconda base ed esterno centro giocatori ITALIANI, soltanto cosi e giocando di più daremo modo ai nostri giovani di esprimersi e di tornare a sperare di avere un posto in squadra e di divertirsi anche senza stare in panchina a guardare gli altri giocare.
Inoltre come più volte ribadito, dividerei il campionato d'Italia in 4 gironi (aspettando il Sud per poter essere in 5): Nord-Ovest, Nord-Est, Centro-Nord e Centro, con 6 o 8 squadre e 2 soli stranieri, tornando alla serie A, B, C e giocando 5 partite a settimana con inizio tra le 18 e le 19, dando la priorità alla territorialità e lasciando per il fine settimana le 2 partite con una distanza superiore ai 200 km ed inferiore ai 300.
Cosi facendo le società risparmierebbero moltissimi soldi, i ragazzi giocherebbero di più e tra 4-5 anni avremo anche un campionato di livello. Le prime 2 di ogni girone avrebbero accesso ai play-off che poi potrebbero essere con un girone all'italiana o ad eliminazione diretta, le altre (che gia hanno disputato 80 partite) potrebbero giocarsi la qualificazione alla Coppa Italia, per poi discutere sulla fase Finale...
E' un mio pensiero, ma nel giro di 5 anni ce la giocheremo con l'Olanda piena di antillani e la Spagna piena di centroamericani, dando cosi più varietà di scelta al manager della Nazionale. Nel baseball come nella vita, tutto e subito è impossibile da avere. Se vogliamo veramente il bene di questo sport, che sta morendo, bisogna fare una riflessione tutti insieme e non cotinuare a pensare a se stessi, perchè continuando cosi finiremo male, anzi malissimo. Non voglio pensare che questo sport muoia ma neanche continuare cosi, senza futuro e senza un minimo di programmazione, soltanto vivendo alla giornata, all'oggi senza domani.
Spero vivamente che si cambi rotta e che le nostre squadre, oltre che la nostra Nazionale, tornino a primeggiare in Europa.

 

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  1. 1Giorgio M.Scritto il 23 lug 2017 (00:58)

    Condivido pienamente le considerazioni di Ruggero: occorre cambiare mentalità e dare spazio ai talenti italiani, visto che fortunatamente di giovani che scelgono questa disciplina ce ne sono ancora tanti. Forse la proposta fatta del Presidente Fibs (bocciata seccamente da tutti gli 8 IBL) andava in questo senso, preferendo privilegiare lo "spettacolo" fatto da stranieri che poi tanto spettacolari non sono, venuti qui per guadagnare i pochi euro di ingaggio. I risultati li vediamo, con una Nazionale che si fa fatica a mettere insieme e un disastro nelle competizioni internazionali di club. Sono più di 40 anni che seguo il baseball, alternando lunghi periodi di disinteresse con altri da vero appassionato, e ho notato che il livello di gioco è fortemente scaduto, non si gioca più sul diamante, si "ruba" poco, e si cerca sempre la legnata a sensazione, non pensando mai al gioco di squadra. I lanciatori poi non hanno quella varietà di lanci come una volta e anche questo è mortificante. Non sono nè un nostalgico dei vecchi tempi nè uno che protesta facilmente. Mi piace il bel gioco e non lesino applausi agli avversari quando se lo meritano... Anche per Ruggero e la sua squadra ho applaudito tante volte, anche se giocavano nella casa delle casacche arancioni, ed erano botte sulle gradinate e in campo ad ogni sfida. Diamo quindi spazio agli italiani e non indigniamoci più di tanto se il presidente del Venezuela Maduro ci ha criticato affermando che giocare contro l'Italia è come giocare contro gli U.S.A.

  2. 2luigi ruffiniScritto il 27 giu 2017 (10:13)

    Pienamente d'accordo. Bagialemani grandissimo interbase degli anni d'oro. Speriamo ti ascoltino in FIBS.  Marcon, ci vuole coraggio e determinazione! Come chi è/era abituato a giocare al centro del diamante...

  3. 3riccardo rookieScritto il 22 giu 2017 (22:42)

    Ciao Ruggero sono un "vecchio malato di baseball". Penso che tutti quelli come noi che amano il gioco più bello del mondo si riconoscano nella tua proposta. Parlando tra i tifosi sono tanti quelli che sognano un futuro con tante partite di regular season nelle quali tutto il roster possa attraversare la linea di foul... Non mollare non sei solo!

  4. 4Francesca CarloniScritto il 21 giu 2017 (09:44)

    Assolutamente d'accordo su tutto. Giocare di più, salviamo il baseball!

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