E arrivò l’Opening Day 2019 per il baseball ciechi…

Scatta domani il campionato numero 23, il primo della neonata LIBCI. Tutti a caccia dei Thunder’s 5 Milano, cagliaritane pronte allo sgambetto. Esordio insidioso per la Roma, opposta alla Fiorentina, grande equilibrio tra Perugia e Bologna

Lorenzo De Regny
La formazione dei Thunder's Five Milano 2019
© Lorenzo De Regny

Sotto il sole già caldo, con erba fresca e secca, l’attività agonistica del baseball per ciechi è già ai nastri di partenza. Partirà infatti domani sul campo “Li Punti” di Sassari il 23esimo campionato (il primo LIBCI) con la sfida tra i Tigers Cagliari e i Thunder’s 5 Milano, playball fissato alle 14, seguita domenica alla stessa ora da quella tra meneghini e Thurpos Cagliari. Dopodomani in campo anche Roma e Fiorentina sul neutro del “Comunale” di Perugia, inizio gara intorno alle 11, con i padroni di casa degli Umbria Redskins chiamati a chiudere in bellezza il ricco menu’ del fine settimana, opposti al Bologna White Sox.
Congetture, pronostici e consuete analisi sul filo del fanta-baseball rassegnate anche quest’anno a farsi inesorabilmente da parte e lasciare, finalmente, la parola a mazze, guantoni, palette e gesti tecnici per raccontarci questa nuova stagione agonistica di baseball per ciechi che da sabato 16 marzo ci regalerà un Opening Day già piuttosto appetitoso con ben quattro sfide in programma, incerte ed equilibrate sulla carta.
Ad aprire le ostilità lo sbarco a Sassari dei Thunder’s 5 Milano, evento di grande impatto popolare, appeal mediatico ed enorme curiosità tra analisti e addetti ai lavori, già ribattezzato sull’isola da anziani e conservatori del patrimonio culturale sardo come l’arrivo de “Su car e nannai”, il Carro del Diavolo, a ricordo dell’antica tradizione isolana racchiusa nell’espressione dialettale con cui le mamme d’un tempo esortavano i bimbi a rintanarsi in casa al sopraggiungere del temporale, spesso annunciato da rombi di tuono distanti e minacciosi, il cui suono sui ciottolati dei viottoli di campagna ricordava lontanamente l’incedere delle pesanti ruote del “Carro del Diavolo. Folklore a parte, Tuoni che quest’anno fanno davvero paura, beneficiari principali della diaspora dello scorso Settembre che ha di fatto smembrato i Patrini Malnate, dominatori assoluti del nostro movimento dal 2015, collettivo schiacciasassi ai limiti della perfezione tecnica, tattica e mentale, lacerato la scorsa estate da lotte intestine tra direttivo Patrini e vertici del Gruppo Ciechi Sportivi Varesini.
Sorvolando sulle ragioni del divorzio tra Malnate e l’ex-manager prealpino Adriano Chiesa, seguito a breve distanza da una fuga dalle prealpi lombarde dei tasselli più pregiati, ci limitiamo a registrare la scaltrezza e il tempismo dei Tuoni meneghini nel prendersi il carisma e l’aura vincente di skipper Chiesa, come la mazza e il guantone bollente di Gaetano “Bionico” Casale, autentico fenomeno del baseball ciechi, unimamente definito “ministro della difesa” AIBXC nei tre anni di egemonia Patrini, autore di numeri da capogiro su entrambi i lati del campo, in grado perciò di spostare equilibri ed indirizzare decisamente partite e campionati.
L’innesto di Casale e Rosafio nel roster milanese, unito all’inserimento di una buona parte del coaching staff di Malnate all’interno di un ingranaggio comunque avvezzo a trionfi sino a 10 stagioni orsono – ci riferiamo all’eldorado Tuoni dei De Regny, Novali, Crippa, Tempesta, Rossi e Passarotto – ha sicuramente infuso nuova linfa anche nei cosiddetti senatori Tuoni, vicini ormai alla ventesima stagione agonistica (Cusati, Scali), come nei compagni più giovani Dragotto e Nesossi: un entusiasmo endemico che a fine inverno ha persino convinto alcune tra le vecchie glorie a ritesserarsi e rispondere presente, sia pur a mezzo servizio, alla chiamata per affrontare una campagna 2019 che potrebbe riservare grandi soddisfazioni ai milanesi. Esordio Thunder’s che nasconde comunque più di un’insidia tra i profumi inebrianti del mirto selvatico celato dalla fitta vegetazione sassarese, scarmigliata da un maestrale che nel week end si prevede robusto.
Primo ostacolo sul cammino dei Thunder’s 5 i Tigers Cagliari, guidati nel dug-out dal coriaceo manager Sandra Gallus, coadiuvata da Teresa Cucci, Luca Gaviano e dall’esperienza bergamasca dei sanguigni Brivio e Previtali, passato illustre anche tra i Tuoni. Scorrendo rapidamente il line-up dei Tigrotti, attenzione alle bordate dello slugger Giangiacomo Bonomo, “Rookie of the year” 2018, chiamato ad una riconferma sempre difficile, spalleggiato in diamante dall’esperienza di Antonello Lai e del rientrante Andrea Pisu, dalla rapidità di Salvatore Cocco e dall’animus pugnandi dei già esperti Remigio Zucca, Giuseppe Scano e Simone Scalas. Tra i rookie 2019, segnaliamo l’estro di Giuseppe Carbone, annotatevi il nome se potete. E dopo l’eventuale buccia di banana Tigers sabato, sotto domenica con lo spauracchio dei terribili Thurpos, formazione sulla carta ancora più agguerrita e da prendere con le molle per i ragazzi di Chiesa.
Dopo una stagione di esordio 2018 da favola, “la leggenda dei Thurpos continua”, parola del vulcanico ed eclettico Presidente Giuseppe “Sensei” Tocco. Cagliaritani contro-corrente ed anti-conformisti nel 2019, come giusto per una compagine che affonda nomi e radici nell’antica tradizione carnascialesca barbaricina delle maschere allegoriche (ricordiamo infatti che Sos Thurpos sono le tipiche maschere del Carnevale di Orotelli, rappresentate con il viso dipinto di nero pece e gli occhi coperti dal cappuccio di un lungo pastrano di orbace detto Su Gabbanu). Scelte originali e alternative a partire dalla tolla rosa del vascello cagliaritano, con timone consolidato tra le mani forti e affidabili della giovane skipper Manuela Calamida, assistita dal Mauretta Pani, altra riconferma importante come quelle di Alberto Corda e Daria Tocco. Tra i volti nuovi, segnaliamo gli assistant-coach Angela Maria Vacca, Mariella Pisano e il giovanissimo Emanuele Spiga, solo 15 anni, atteso da un battesimo del fuoco da ricordare. Scorrendo il granitico roster nuragico, Thurpos guidati anche quest’anno in diamante dal carisma del Presidente Giuseppe “il Vichingo” Tocco, che potrà contare su mazze e guantoni d’esperienza come Andrea Spiga, Giorgio Lai, Gianvincenzo Serra e Daniela Romano, a cui daranno una grossa mano i nuovi innesti Pierpaolo e Davide Pes e Veronica Boi.
In campo domenica mattina anche la Roma All Blinds, indicata da molti come legittima, forse unica, avversaria credibile ed accreditata dei T5 Milano nella corsa al titolo 2019. Capitolini di scena al “Comunale” di Perugia, attesi da una Fiorentina che resta tutt’oggi un rebus alquanto indecifrabile sul fronte obiettivi ed aspettative. Roma davvero forte, elegante e completa negli ultimi 5 anni, ribattezzata “Regina di settembre” in virtù di un incredibile stato di forma attraversato in coda a stagioni troppo spesso intermittenti, che ha comunque regalato alla bacheca laziale due Coppe Italia e l’ultimo Torneo di Fine Stagione Agonistica (ottobre 2018) intitolato a Umberto Calzolari. All Blinds che ripresentano un roster polposo, duttile, giovane e vincente, ancorato in dug-out alla determinazione di skipper Marco Corazza, coadiuvato dai già rodati Susanna Campati, Antonio Bassani, Giacomo Azzaro, Laura De Cosmi, a cui si aggiungono quest’anno il rientrante Paolo Puggioni e i volti nuovi di Walter Bucic, ex-giocatore & coach di baseball, Gabriele Parisi e dei dirigenti accompagnatori Alice Puccini, Chiara Scardigno e Franca Borelli che daranno una mano alla tesoriera Anna Lombardi. Cuore del line-up capitolino confermato nelle sue colonne portanti, ispirato in campo dalla coppia delle meraviglie rappresentata dai giovani interni Napoli e Bassani, rapidissimi sulle basi, diga pressoché invalicabile in difesa, sostenuti dai veterani Somma, Checchi e Pierri, già perfettamente amalgamati con il più giovane Abidi. Da segnalare inoltre l’inserimento della rookie peruviana Yeraldyn Patino Rivera e del 35enne tunisino Sami i Lassoued, ragazzo davvero talentuoso apparentemente portato per qualsiasi disciplina sportiva.
Della Fiorentina, come detto, poco è trapelato in pre-season. Cambio di nocchiero alla barra medicea con l’ingresso di Fabio Moricci che sostituisce lo skipper uscente Simone Burci. Analizzando lo staff tecnico toscano, conferme per Michele Cerreti e Francesca Carnati, Simone Cappelli, Brigida Cirillo e Andrea Tavanti, a cui quest’anno darà una grossa mano l’hitting-coach Michele Pugliese. Line-up fiorentino che saluta il grande ritorno di una tra le fondatrici del baseball AIBXC, Silvia Secchi, richiamata dallo staff toscano ad appoggiare la causa gigliata, che in questo 2019 non potrà contare sull’esperienza del veterano Giuseppe “Radar” Comuniello, ma che riproporrà in campo l’esplosività di Andrea “Gegge” Lazzarini, l’estro di Capitan Musarella, l’affidabilità di Vanessa “Ciclone” Cascio, in attesa della sbocciatura definitiva di Fenoglio, Rinaldi, Raucci e Riggio. Da registrare infine l’ingresso in squadra della giovanissima Irene Ribolla, soli 11 anni. Pronostico che sorride decisamente agli All Blinds, anche se all’Opening Day, mazze e guantoni visibilmente ancora arrugginiti, se ne sono viste di tutti i colori.
A chiudere il programma perugino la sfida tra i padroni di casa dell’Umbria Redskins opposti al Bologna White Sox. I perugini del Presidente Pierini alla seconda stagione nel baseball ciechi dopo un 2018 da favola in cui hanno confezionato scalpi illustri (Bologna White Sox e Lampi Milano su tutti), chiamati a ripetersi su alti livelli anche quest’anno in un torneo che prevediamo a doppia se non tripla velocità. Roster sostanzialmente invariato con Marta Mastrantonio a guidare un manipolo di eroi sfrontati e sfacciati, illuminati in diamante dalla grinta di Oliveri, Trefolello e Vintila come dalla spensieratezza leggera di Reggi, Quinci, a cui si aggiungono gli innesti preziosi di Cristiana Manstretta, Paolo Ragna e Giorgio Catalano. Dall’altra parte i White Sox felsinei, dente avvelenato e forte desiderio di riscatto nei confronti dei pellerossa perugini (c’è un 23-6 datato 1 maggio 2018 da vendicare), orfani quest’anno dello slugger veterano Driss Sahli, guidati in dug-out dalla coppia inossidabile costituita dal capo-allenatore Lauro Lanzarini e dal suo fedele scudiero Riccardo Matteucci, coadiuvati dagli esperti Adriano Costa, Michele Leoni, Maccarini, Castelli e Malaman. Sorti delle calzette rosse ancora una volta appese a mazza e guantone dell’icona felsinea Giancarlo “Vecchia Ciabatta” Berganti, come alle prestazioni spesso intermittenti di Yemane, Veronese, Di Flaviano, D’angelillo e Iorio, a cui in questo 2019 confidano di regalare un supporto più concreto e affidabile i giovani Fatty e Mbengue. Tra i nuovi, registriamo l’approdo a Bologna di Piergiuseppe Leonardo (trascorsi a Roma e Firenze) e Michele Claps. Davvero difficile azzardare un pronostico di una gara che probabilmente scorrerà sul filo di un equilibrio spasmodico e che verrà presumibilmente decisa da gesti tecnici tanto estemporanei quanto spettacolari. Redskins e White Sox destinate a nostro avviso a disputare un campionato da “terra di nessuno”, la cosiddetta “No Man’s Land”, che tuttavia non mancherà di imprese e sgambetti prestigiosi che andranno a scompigliare le carte in tavola del campionato numero 23 già da troppi opinionisti liquidato e iconizzato alla vigilia come corsa a due scontata tra Tuoni Milanesi e All Blinds Roma. Let’s play-ball.

 

Matteo Briglia
Informazioni su Matteo Briglia 166 Articoli
Matteo Briglia è nato a Milano nel 1968 e lavora come Analista Programmatore Senior presso la Engineering SPA - Ingegneria informatica. Diplomatosi nel 1992 come traduttore simultaneo, due anni più tardi consegue la Laurea in lingue presso lo IULM di Milano (inglese, francese). Da sempre appassionato di sport, in particolare quelli americani, segue sin dall'adolescenza il football e il basket di cui ha iniziato a scrivere nel 1993 pubblicando brevi articoli su riviste online riguardanti la postseason NFL e i playoffs NBA. Ha poi cominciato ad interessarsi anche alla Major League Baseball intorno al 1994, nella stagione dominata dai Toronto Blue Jays, formazione di cui si è immediatamente innamorato una volta comprese a fondo le regole del gioco e migliorato l'inglese tecnico (per poter seguire via radio le cronache direttamente dai diamanti a stelle e strisce). Dal 1998 circa scrive appassionati resoconti sulla Major League, con approfondimenti su New York Yankees e Atlanta Braves, squadra del cuore ormai da un ventennio. Matteo segue in diretta in particolare la postseason della MLB, con testi cariche di emotività, colore e pathos emozionale che hanno sempre caratterizzato le sue cronache di non vedente rendendole più vicine alle narrazioni Blog. Da tre anni circa, ha scoperto il baseball per non vedenti, entrando in contatto con l'AIBXC (Associazione Italiana Baseball giocato da ciechi). L'esperienza lo ha talmente elettrizzato tanto che dopo una prova iniziale ha deciso di proseguire a giocare con i Lampi Milano. Dal maggio 2011 collabora con Baseball.it seguendo da vicino tutto quello che succede nel movimento del baseball per ciechi.

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