Al via la NCAA 2019 con tanti “paisà”

Un terzetto di super favorite (Vanderbilt, Lsu e Ucla) che punta a spodestare i campioni di Oregon State. Fra i possibili protagonisti Pat De Marco di Vanderbilt e il lanciatore Matteo Bocchi con la divisa di Texas

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Pat De Marco
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Scatta oggi la stagione 2019 del baseball NCAA che si preannuncia eccitante ed equilibrata con i campioni in carica di Oregon State dati non favoriti per il bis ma che, per sovvertire i pronostici, si affideranno al talento del loro ricevitore Adley Rutschmann (probabile prima scelta assoluta nel prossimo draft MLB) e a un bullpen guidato da Kevin Abel protagonista di 4 vittorie nel trionfo dei Beavers nelle College World Series dello scorso anno.
Detto dei campioni in carica, parliamo del terzetto composto da Vanderbilt, Lsu ed Ucla che quest’anno, secondo i pronostici, dovrebbe contendersi la vittoria finale. I primi possono contare su un line-up e un parco lanciatori con tutti i migliori del 2018: in primis il trio di esterni composto da J.J. Bleday, Stephen Scott e dal “paisà” Pat De Marco autore di un’ottimo debutto in NCAA (.277 di media battuta con 11 fuoricampo e 43 punti battuti a casa in 62 partite giocate). Coach Tim Corbin conterà anche sui lanci del partente Blake Fellows e su un gruppo di talentuosi nuovi arrivati, valutato come uno dei migliori dell’intera NCAA, per riportare la sua squadra alle College World Series da dove Vanderbilt manca dal 2015.
L’avversaria più accreditata dovrebbe essere Lsu, sempre nella Southeastern Conference come Vanderbilt, guidata da uno dei “santoni” del baseball NCAA come Paul Mainieri. I Tigers, questo il soprannome dei giocatori di Lsu, si affideranno ad un solido gruppo di veterani guidato dal lanciatore Zach Hess e dagli esterni Zach Watson ed Antoine Duplantis, cui si affiancherà il miglior gruppo di newcomers dell’intera NCAA con in primis l’esterno di chiare radici italiane Giovanni Di Giacomo e un trio di lanciatori ritenuti grandi prospetti per la MLB. Alle spalle delle due grandi favorite troviamo Ucla, storica formazione che ambisce a ritornare al vertice del baseball NCAA da dove manca dal 2013 quando vinse il titolo nazionale: si affiderà al talento del seconda base Chase Strumpf e al prima base Michael Toglia.
Subito dietro il trio di super favorite troviamo un nutrito gruppo di squadre agguerrite composto da Texas Tech, la sempre talentuosa Florida, Stanford, Mississippi State, North Carolina, i campioni in carica di Oregon State e Florida State che proverà a fare un regalo speciale al suo storico coach Mike Martin, nel dugout dei Seminoles per la sua ultima stagione (la 40esima).
Fra le possibili outsider Mississippi, Louisville e Clemson anche se le sue quotazioni sono in calo dopo il recente infortunio occorso al lanciatore partente Spencer Strider che salterà tutta la stagione 2019. Possibile sorpresa potrebbe essere sicuramente Texas che ha perso due grandi giocatori dello scorso anno come il figlio d’arte Kody Clemens e l’interbase David Hamilton, ma che si affiderà anche al talento del nostro Matteo Bocchi per ritornare alle College World Series.
Restiamo in tema tricolore per la consueta carrellata sui possibili protagonisti di origini italiane nella NCAA 2019 partendo dal lanciatore di UC Irvine Andre Pallante incluso di diritto nel First Team Pre-Season All American dopo un 2018 da favola (10 vittorie e una sola sconfitta in 15 partenze con ben 115 strike-out in 101.1 riprese lanciate con un eccezionale 1.60 di media punti guadagnati). Retando sul monte di lancio segnaliamo il rilievo di Mississippi Parker Caracci anche lui atteso a grandi livelli dopo l’ottima stagione scorsa (5 vittorie e 2 sconfitte con 10 salvezze, 2.25 di media punti guadagnati e ben 73 strike-out in 48 inning lanciati). A chiudere questo gruppetto di talenti troviamo altri due lanciatori come Nick Lodolo di Texas Christian anche lui atteso da un 2019 di consacrazione dopo un validissimo 2018 (4 vittorie ed 1 sconfitta in 43.2 inning lanciati e 60 strike-out) e Matt Canterino di Rice (7 vittorie e 5 sconfitte nel 2018 con 116 strike-out in 94 inning) reduce da un’ottima esperienza questa estate con la nazionale USA di College e nella prestigiosa Cape Cod League.
Un’ultima annotazione relativa al movimento del baseball in America dove è interessante notare come in 7 degli ultimi 10 anni si è rilevato un calo del numero di spettatori in MLB mentre è in continuo aumento di interesse e pubblico il College baseball. Un fatto, questo, testimoniato anche dalla costruzione di diversi nuovi impianti come quello di Kentucky che aprirà nel 2019 mentre i tifosi di Florida dovranno aspettare la prossima stagione per ammirare il loro nuovissimo stadio, un vero gioiello di architettura sportiva.

Andrea Palmia
Informazioni su Andrea Palmia 100 Articoli
Andrea Palmia è nato a Bologna il 4 aprile 1968 e vive nel capoluogo emiliano con la moglie Aurora e la figlia Lucia di due anni. Laureato in Pedagogia con una tesi sperimentale sui gruppi ultras, lavora dal 1995 come educatore professionale con utenti disabili mentali e fisici. Appassionato di sport in genere ed in particolare di quelli americani, ha sempre avuto come sogno nel cassetto quello di fare il giornalista sportivo. Dal baseball giocato nel cortile del condominio con una mazza scolorita alle partite allo stadio Gianni Falchi con i fuoricampo di Roberto Bianchi e Pete Rovezzi, il passo è stato breve. Fortitudino nel DNA, nutre una passione irrazionale per i "perdenti" o meglio per le storie sportive "tormentate" fatte di pochi alti e di molti bassi.

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