Dallo Steno Borghese in poi, a Nettuno è tutto in divenire

Tra fallimenti e mancati ripescaggi, l’unico rappresentante di Nettuno in serie A è il Baseball City. Che inizia a muovere i primi passi verso la stagione

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Lo Stadio Steno Borghese
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E’ un bel po’ di stagioni che a Nettuno l’extra baseball monopolizza le luci della ribalta. Archiviato il cenone di San Silvestro si era soliti favoleggiare sul mercato stranieri, si attendeva la ripresa degli allenamenti, i primi giri di mazza che avrebbero portato di lì a qualche settimana al play ball.

E’ storia recente invece il nuovo vertice raggiunto da una faccenda che su queste pagine non abbiamo mai esitato a definire anacronistica. Il fallimento della Ssd Nuova Città di Nettuno Bc ha rimescolato per l’ennesima volta le carte, tanto che ora si è tornati ad una sola squadra della “Città del Baseball” iscritta alla massima serie ed è il Nettuno Baseball City, la quale (dopo due stagioni ai play off) tra mille difficoltà era riuscita in qualche modo a chiudere il 2018.
Il 2019 era fortemente in dubbio, tanto che si era ormai mentalizzati al fatto che a rappresentare Nettuno sarebbe stata la squadra del patron Piero Fortini, sempre in prima linea anche se la società era invero intestata al nipote Federico.

Ma delle vicende giudiziarie recenti occorre riconsiderare le date per comprendere come anche la tempistica è stata beffarda in tal senso. Il fallimento è stato dichiarato dal Tribunale di Velletri il 17 ottobre, ma la notizia è uscita proprio su Baseball.it il 31 ottobre. In uno dei tanti “infuocati” comunicati emessi dal Nettuno Baseball Club 1945 apprendiamo che “è stato quindi un atto necessario lasciar proseguire l’iter per il fallimento del ‘Città di Nettuno’”. Solamente qualche giorno prima la dirigenza aveva partecipato alla riunione delle società di serie A come nulla fosse, altro segnale inequivocabile che si voleva far passare la gestione da una società all’altra, un giochino del tipo “good company-bad company”, cosa che “solo i più sbadati” (e anche qui citiamo quel comunicato) non avevano notato.

Solo i più ingenui, però, non hanno notato che molti dettagli dietro questo passaggio era meglio che fossero rimasti sotto silenzio. Per dire, se il fallimento fosse stato dichiarato un paio di mesi più tardi (o già solo che non ne fosse stata data notizia da Baseball.it), se la Bluenergy Group (il creditore richiedente) avesse atteso qualche settimana ancora, ci si sarebbe ritrovati con la vecchia società fallita e il “1945” attivo. Come d’altro canto era nei piani della dirigenza, svelati sì ma solo dopo l’avvenuto fallimento.
Situazione che poi è definitivamente precipitata con la mancata affiliazione della Nuova Città di Nettuno alla Fibs da parte del curatore fallimentare, cosa che di fatto libera i giocatori da qualsiasi vincolo, l’unico “asset” ipoteticamente monetizzabile in favore dei creditori. Il 21 dicembre, ad un giorno dalla pronuncia della Fibs sulle richieste di ripescaggio, a scanso d’equivoci arriva con un perentorio “meglio soli che male accompagnati” un secco no alle proposte di collaborazione per tornare a creare una squadra sola. Il giorno dopo, il 22 dicembre, viene messa definitivamente la parola fine alla questione sebbene la curiosità di conoscere le controdeduzioni annunciate, lo ammettiamo, è molta.

Il lungo riepilogo che abbiamo fatto ci serve per capire quello che sta succedendo adesso. I tentativi di ritornare all’unità ci sono stati e sono stati anche tanti, proseguono tuttora ma sono partiti ben prima della pronuncia della Fibs. Trattative spesso febbrili e che avrebbero ricreato un unico sodalizio a livello tecnico. Magari non nel clima più pacifico che ci si potesse aspettare, ma perlomeno si sarebbero unite le forze. Il tutto in un contesto nel quale, va detto per chiarezza, il “no” al ripescaggio era a occhio e croce scontato e solo una pesante forzatura poteva cambiare le cose, dato che al Nettuno Baseball Club 1945 mancavano campionati federali disputati, un organigramma tecnico, i giocatori e anche un campo.
Perché, va detto, uno dei problemi che andrà risolto di qui a breve sarà anche lo Steno Borghese. Per l’ennesima volta in stato di semiabbandono e con la questione utenze del 2018 ancora da chiudere. E poi c’è la riassegnazione dell’impianto, cosa di cui se ne dovrà occupare il Commissario Prefettizio. Il 4 dicembre c’è stata la prima richiesta di incontro da parte della dirigenza del City, il 24 la seconda, entrambe disattese. Oggi siamo a distanza di un mese esatto ed è auspicabile pensare che la questione prima o poi dovrà essere affrontata.

PhotoBass (FIBS)
Carlo Morville

Proprio recentemente, tra l’altro, il commissario prefettizio Bruno Strati aveva congegnato una buona proposta per il campo di calcio abbandonato ormai da anni, dove (riassumiamo grossolanamente) la concessione veniva portata a 15 anni ed eventuali lavori di ristrutturazione sarebbero stati conteggiati a storno del canone. Vada come vada, difficilmente si potrà far peggio di quanto messo a segno dalla giunta del deposto sindaco Angelo Casto (M5S). Prima la gestione diretta del Borghese, poi la scoperta che era troppo onerosa per l’ente, ma sempre seguendo una strategia per la quale un bocciodromo è stato assegnato ad una società di ginnastica. A Nettuno è successo anche questo…

L’ultimo aspetto che si sta delineando è quello prettamente tecnico. Giusto intorno a Natale Carlo Morville è stato confermato manager, idem per il resto dello staff tecnico. La volontà è quella di ricreare una squadra di nettunesi, ma molto del mercato dei giocatori dipenderà da come e dove gli “svincolati” della società di Fortini (a seguito del fallimento) troveranno offerte.
Mattia Mercuri, ad esempio, parrebbe molto vicino alla Fortitudo Bologna e lui, reduce da una stagione da 320 di media battuta, ha sicuramente mercato. Idem per Andrea Sellaroli (299 di media nel 2018) che può tranquillamente rimanere alla finestra e attendere l’interesse di qualcuno, ma per altri che non hanno numeri così sostanziosi il futuro è incerto, anche perché con l’apertura ai comunitari trovare oltrefrontiera alternative valide ed a poco prezzo non è affatto difficile. A parte qualche veto scontato e praticamente già dichiarato, è una situazione che si evolverà nelle prossime settimane, con la consapevolezza che ora come ora a Nettuno la squadra c’è, ma non ha ancora un volto definito.

Mauro Cugola
Informazioni su Mauro Cugola 355 Articoli
Nato tre giorni prima del Natale del 1975, Mauro è laureato in Economia alla "Sapienza" di Roma, ma si fa chiamare "dottore" solo da chi gli sta realmente antipatico... Oltre a una lunga carriera giornalistica a livello locale e nazionale iniziata nel 1993, è anche un appassionato di sport "minori" come il rugby (ha giocato per tanti anni in serie C), lo slow pitch che pratica quando il tempo glielo permette, la corsa e il ciclismo. Cosa pensa del baseball ? "È una magica verità cosmica", come diceva Susan Sarandon, "ma con gli occhiali secondo me si arbitra male". La prima partita l'ha vista a quattro mesi di vita dalla carrozzina al vecchio stadio di Nettuno. Era la primavera del '76. E' cresciuto praticamente dentro il vecchio "Comunale" e, come ogni nettunese vero, il baseball ce l'ha nel sangue.

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