A Boston la festa continua …

A poco più di una settimana dalla vittoria del titolo proseguono le celebrazioni in città per la vittoria dei Red Sox, ospiti anche dei Celtics e Patriots. Il manager Alex Cora ha regalato a questo roster la mentalità vincente

La parata dei Red Sox per le vie di Boston per festeggiare il nono titolo della storia, il quarto in quindici anni (nessuno come loro in questo millennio), è stato l’inizio di una festa che ancora non si è consumata nella “Olde Towne”. La sfilata, consumata nelle vie del centro sul classico “duck boat”, si è svolta tra ali di folla che si è accalcata prima dell’alba per vedere i giocatori festeggiare sul pullman tra cannoni che sparavano coriandoli bianchi e rossi. Tre giorni fa, il roster capace di vincere 119 partite tra stagione regolare (chiusa a quota 108) e gare di post-season è stata osannato al TD Garden, lo stadio del West End di Boston che ospita la squadra NBA dei Celtics. E’ della notte scorsa invece la “standing ovation” che i quasi 66mila tifosi dei New England Patriots, squadra di football americano della NFL, ha riservato alla delegazione dei “BoSox” al Gilette Stadium di Foxborough, cittadina a circa 40 km da Boston. Evento quest’ultimo particolarmente emozionante per l’MVP di queste World Series, Steve Pearce, che non ha mai nascosto di essere un tifoso irriducibile dei Patriots nonostante lui sia nato e cresciuto in Florida, ma da genitori del New England ed a loro volta grandi fan dei “Pats”.
Tra i più acclamati quello che è uno degli artefici di questa bellissima cavalcata, Alex Cora. Alla sua prima esperienza da manager, il 43enne portoricano è entrato di diritto nella storia di questo sport. Dopo aver vinto le World Series da giocatore nel 2007 proprio con i Red Sox, Cora è riuscito a conquistare il titolo come bench-coach degli Astros nel 2017 e come manager dei “BoSox” in questa stagione. Durante queste post-season il manager non ha sbagliato praticamente nulla ed è riuscito a trasmettere al suo roster una mentalità vincente ed una disciplina ferrea. Questa squadra infatti, al di la delle tante e forti individualità, ha avuto il pregio e la capacità di essere in partita fino all’ultimo lancio.
Nelle ultime 9 partite della regular season Boston ha ottenuto 8 vittorie (ed una sconfitta), di cui 4 ottenute in rimonta partendo da uno svantaggio di almeno 3 punti. Questo trend è stato poi riportato nelle post-season. Se vediamo il “composite box” delle American League Championship Series, vediamo che se le 5 partite disputate si fossero concluse al quarto inning il risultato complessivo sarebbe di completa parità: 11 punti per parte. Nella seconda metà delle partite invece, Boston realizza ben 18 punti lasciando a Houston appena 10 realizzazioni. Stesso copione nelle World Series contro Los Angeles. Nei primo quattro inning complessivamente vengono segnati 6 punti per parte, poi i Red Sox dilagano con 21 realizzazioni tra il quinto ed il nono inning contro le 8 dei Dodgers. Anche nel conto degli extra-inning le statistiche confermano questa tendenza. Boston chiude la regular season con 15 vittorie e 3 sconfitte, miglior ruolino della MLB in gare concluse oltre la nona ripresa, ed anche nell’unica partita di questi play-off che Boston è andata agli extra-inning, la famosa gara3 delle World Series durata 18 riprese (record assoluto di lunghezza e durata), i Red Sox si sono imposti con un parziale di 2 realizzazioni contro 1.
Una squadra, quella dei Red Sox 2018, che non ha mai dato cenni di debolezza, tanto da essere definita da molti come la migliore di tutti i tempi. Al cammino da record in stagione regolare si accompagna quello dei play-off nei quali sono state vinte 11 partite su 14, con un ruolino in trasferta che racconta di un impressionante 7-1, tra cui spicca un particolarmente gradito 16-1 rifilato agli Yankees in quel di New York (gara3 delle American League Division Series). Il roster è sembrato perfettamente bilanciato visto che alla fine Boston ha chiuso da leader assoluto nella media battuta (.268), in punti realizzati (876), e valide battute (1509) mantenendo una invidiabile media ERA (3.75). Giocatori come Mookie Betts, leader dei punti realizzati (129, in condominio con Lindor degli Indians), J.D. Martinez, leader nel ranking dei punti battuti a casa (130), Chris Sale, 24 strike-out in 15.1 inning lanciati in queste post-season (compreso l’ultimo inning dell’ultima gara delle World Series chiuso con 3 strike-out), Steve Pearce (MVP delle World Series), e Jackie Bradley Jr. (MVP delle ALCS) resteranno per sempre nel cuore dei fan e di tutti i tifosi della MLB.

Andrea Tolla
Informazioni su Andrea Tolla 430 Articoli
Nato a Roma nel 1971, Andrea è padre di 3 figli, Valerio, Christian e Giulia. Collabora con il quotidiano Il Romanista dove si occupa, tra le altre cose di baseball e football americano. Appassionato di sport in genere collabora anche con il mensile Tutto Bici e con il quotidiano statunitense in lingua italiana America Oggi. Ex-addetto stampa della Roma Baseball, cura una rubrica di baseball all'interno di una trasmissione sportiva di un'emiitente radiofonica romana.

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