Rimini e quella Coppa diventata tabù

Pirati a caccia del trofeo che manca dal 1989. Ceccaroli: "Abbiamo costruito un roster proprio per vincere in Olanda"

Quando il presidentissimo Rino Zangheri ha passato il testimone a Simone Pillisio, tra le priorità c'era una segnata da un circoletto rosso: la Coppa dei Campioni. Un cruccio quello del "pres", che dal 1989 ha provato e riprovato a riportare il massimo trofeo continentale nella bacheca di via Monaco. Tanti tentativi, alcune edizioni organizzate in casa, finali perse, ma da quel giorno a Barcellona 29 anni fa la Coppa è rimasta un tabù.
Allora Paolo Ceccaroli era in campo, ora guida i Pirati dalla panchina, forte di un roster costruito per puntare in alto, cronololgicamente prima in Europa e poi in Italia. "La squadra è forte, il monte lungo, quello che serve in una competizione dove non ci sono pause, ogni giorno c'è una partita. Siamo più competitivi rispetto allo scorso anno dove ci siamo presentati con qualche problema sul monte". Recuperati gli acciaccati? "Noguera ha un problema al piede ma giocherà, Angulo sarà regolarmente al suo posto, Marquez sta smaltendo la bronchite". La rotazione dei pitcher? "Ruiz lancerà domani contro gli Huskies, Bassani partirà giovedì contro i tedeschi, poi vedremo a che punto saremo prima di giocare contro gli olandesi".
Girone abbordabile? "Certo, è più facile dell'altro gruppo dove San Marino può diventare la variabile impazzita, ma ho già detto ai ragazzi di fare molta attenzione alle prime due partite, perchè già in passato le cosiddette 'piccole' hanno fatto lo sgambetto alle favorite".

Carlo Ravegnani
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Carlo Ravegnani, nato a Rimini il 31 gennaio del 1968, ha iniziato la carriera giornalistica a 20 anni nell'allora Gazzetta di Rimini, "sostituita" dal 1993 dall'attuale Corriere Romagna dove lavora come redattore sportivo. Collaboratore per la zona di Rimini del Corriere dello Sport-Stadio, il baseball è stata una componente fondamentale nella sua vita: dapprima tifoso sugli spalti dello Stadio dei Pirati poi giocatore nel mitico Parco Marecchia e poi nel Rimini 86, società che ha fondato assieme a un gruppo di irriducibili amici. Quindi giornalista del batti e corri sulla propria testata e alcune saltuarie collaborazioni con riviste specializzate oltre che radiocronista delle partite dei Pirati assieme all'amico e collega Andrea Perari. Negli ultimi anni è iniziata anche la carriera dirigenziale, con la presidenza (dal 2014) dei Falcons Torre Pedrera. La passione è stata tramandata al figlio Riccardo che gioca lanciatore e prima base negli stessi Falcons.

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