Gli elementi fondamentali

un possibile approccio di marketing per il baseball italiano

A seguito della mia lettera, inviata a Baseball.it quale ex responsabile della comunicazione di ex Lega di serie A chiamato indirettamente in causa da articoli e sondaggi, ho ricevuto riscontri di consenso da parte di parecchi amici.
nMi è stato inoltre chiesto di iniziare una collaborazione con questo sito, per trattare il nostro batti e corri in un’ottica di sport-business
nAccetto volentieri, con l’impegno di scrivere di marketing sportivo nel modo più fruibile che posso.

nGià ai tempi del mio impegno con la Fortitudo prima e in Lega poi, parlare di marketing nel baseball era un po’ come parlare di corda in casa dell’impiccato.
nLo scopo principale delle società italiane è quello, non sempre conseguito, di sopravvivere un altro anno. Mica sono il Milan!
nPenso, oggi come allora, che questo approccio non sia corretto e cercherò di spiegarne le ragioni.
nPrima di tutto il marketing è un mezzo, non uno scopo. È una logica che disciplina le azioni nei confronti del mondo esterno, azioni che verrebbero compiute comunque, ma in modo dispersivo e inefficace.
nIl marketing è un metodo che consente di utilizzare determinate tecniche al fine di reperire nell’universo circostante (il mercato) le risorse (che, per definizione, sono scarse e quindi oggetto di competizione) per raggiungere degli obiettivi.
nIl baseball italiano è talmente scarso di risorse che, penso, dovrebbe mangiare marketing a colazione, pranzo e cena.
nApprofondiamo gli elementi individuati sopra: obiettivi, risorse, tecniche e metodo.

na) obiettivi
nIl primo passo di un corretto approccio marketing oriented, per un’impresa (e nessuno può negare che gestire una società di baseball sia un’impresa – ardua oserei dire -) è quello dell’individuazione degli obiettivi. Intendo una programmazione a lungo termine che i dirigenti devono fissare al primo posto delle proprie priorità. Dal programma e dalla coerenza nel realizzarlo dipendono il rendimento delle energie impiegate (cioè l’eliminazione degli sprechi) e il successo dell’impresa.
nIl gruppo dirigente deve avere piena consapevolezza di tutte le “parti” di cui la società è composta, dal genitore della squadra “ragazzi” dichiaratosi disponibile per le trasferte (con la sua station wagon) al lanciatore da 20 K a partita, stella della prima squadra.
nOgnuna di queste parti va poi integrata nel progetto complessivo, motivata e istruita, controllata affinché non devii dalla rotta tracciata. Premiata per l’impegno.
nLa struttura della società costituisce il punto da cui partire per qualunque obiettivo futuro, sia esso lo scudetto in tre anni, l’incremento del pubblico o il raddoppio delle giovanili.

nb) risorse

nLe limitate risorse per le quali (ovvero i mercati in cui) una società di baseball si trova a competere (con la concorrenza di: altre società di baseball, altre società sportive, altre organizzazioni per l’impiego del tempo libero) sono essenzialmente tre:
ni giovanissimi e le loro famiglie per il reclutamento
ngli spettatori di avvenimenti, sportivi e non
nle aziende sponsor
nTramite il reperimento di queste risorse sono potenzialmente raggiungibili tutti gli obiettivi.

nc) tecniche
nUna volta analizzati il mercato e la concorrenza, individuate le risorse, fissati gli obiettivi strategici, è il momento di mettere mano al fantastico arsenale di tecniche che gli studi di marketing ci mettono a disposizione.
nLa qualità dello spettacolo offerto, la comunicazione rivolta ai media, la promozione nei confronti del pubblico, la cura dell’immagine della società, le opportunità offerte dai nuovi mezzi come internet, sono solo alcune delle leve che la società ha a disposizione per attuare il suo programma.

nd) metodo
nL’aspetto più importante, però, deve essere la consapevolezza che il marketing è un sistema.
nPer avere efficacia nel conseguimento degli obiettivi, le tecniche devono operare in modo integrato ed equilibrato, rispondendo con sensibilità agli stimoli provenienti dal mercato, che va costantemente monitorato proprio per essere tempestivamente informati dei suoi continui cambiamenti.
nPer riuscire in questo è assolutamente necessario che tutte le componenti societarie si muovano in sintonia, siano cioè informate e coinvolte nel processo di marketing, che finirà per incidere sul comportamento di tutti: dal presidente che accetterà nuovi colori sulla divisa per adeguarsi al marchio dello sponsor, al terza base che rinuncerà al tabacco per non annaffiare di saliva il campo.
nMarketing, in sintesi, non è altro che osservare il mondo attentamente per capire ciò che la gente vuole e dare alla gente ciò che vuole nel migliore dei modi, per la massima soddisfazione reciproca, sia di chi “lancia” che di chi “riceve”.

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Informazioni su Marco Landi 136 Articoli
Nato a Bologna nel 1965, è sposato con Barbara e papà di Riccardo (31/12/96, batte destro e tira mancino) e lavora da sempre nell'ambito della comunicazione.Dal 1993 al 2004 alla Master Key Bologna, agenzia di consulenza in comunicazione, con competenze specifiche inerenti l'area below-the-line, sponsoring e sales promotion in particolare, e i servizi per l'ufficio stampa.Nel 1991-92 è Coordinatore responsabile della Lega Baseball Serie A, di cui gestisce l'attivita di back office e di comunicazione.Dal 1988 al 1991 è Responsabile marketing e comunicazione della Fortitudo Baseball è stato membro del C.O.L. Bologna per i Mondiali di Baseball Italia '88.In questi anni svolge il lavoro di coordinamento nella redazione dei periodici Fuoricampo e Baseball Magazine.Nel 2002 rientra in Fortitudo e dal 2004 è marketing professional per la Federazione Italiana Baseball Softball. Lettore onnivoro, predilige tematiche di aggiornamento per la propria professionalita, ama il fantasy e colleziona fumetti.Ascolta hard rock in tutte le sue forme.Tenta disperatamente, con il poco tempo a disposizione, di abbassare il suo handicap di golfista, ma questa e un'altra storia...

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